La morte di tre sorelle britanniche, annegate nel maggio 2026 nelle acque di Brighton, è stata qualificata come suicidio collettivo. Il verdetto della coroner Penelope Schofield. Le vittime, Jane Adetoro (36 anni), Christina Walters (32 anni) e Rebecca Walters (31 anni), residenti a Londra e di origine caraibica, sono decedute dopo essere entrate in mare nella città del sud dell'Inghilterra.

Il responso dell'udienza indica che le tre donne si sono gettate volontariamente in mare l'11 maggio. Le analisi non hanno rilevato tracce di droga o alcol.

La ricostruzione ha evidenziato che sono entrate in acqua nelle ore notturne, pur non sapendo nuotare e nonostante le condizioni avverse del mare. L'annegamento è stato confermato come causa del decesso.

Gli spostamenti precedenti

Prima del viaggio a Brighton, le sorelle avevano visitato l'area vicino a Birmingham legata alla morte della madre, Janice Adetoro, annegata nel 2010 nei pressi di Brookvale Park Lake. L'inchiesta le colloca a Birmingham l'11 maggio, in Linton Walk, vicino al luogo della morte della madre, e poi nel loro appartamento a Greenford, zona ovest di Londra.

La sera successiva, le tre sorelle hanno raggiunto Brighton con un taxi prenotato, arrivando vicino al lungomare. Le immagini di videosorveglianza le mostrano sulla spiaggia prima del ritrovamento.

I corpi di Jane Adetoro e Christina Walters sono stati individuati da un equipaggio di salvataggio della RNLI, mentre quello di Rebecca Walters è stato recuperato sulla battigia. L'udienza ha escluso segni di violenza subita dalle donne.

Il verdetto finale

La senior coroner Penelope Schofield ha concluso che la causa della morte è stata l'annegamento e che le tre sorelle sono morte per suicidio. È stato sottolineato che le ragioni della loro decisione potrebbero non essere mai note, lasciando irrisolto il mistero delle motivazioni. Il padre, unico superstite, ha espresso il proprio dolore.