La relazione conclusiva sull’autopsia di Nicola Musiani, 53 anni, ha escluso l’origine accidentale delle gravi lesioni riscontrate sul corpo dell’uomo. Musiani era stato aggredito nelle prime ore del 19 luglio 2026 a Pinarella di Cervia, nel Ravennate, ed era poi deceduto tre giorni dopo, all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale veronese Dario Raniero, incaricato dalla Procura di Ravenna, ha delineato un quadro traumatico caratterizzato da danni concentrati in particolare alla testa e all’emitorace sinistro. La perizia descrive lesioni riconducibili a un breve intervallo temporale e a un unico momento traumatico, ritenute non compatibili con una semplice caduta.

Gli esiti dell'autopsia: esclusa la caduta accidentale

Il documento medico-legale, depositato di recente, afferma chiaramente che il quadro clinico esclude “la genesi accidentale” delle ferite e indica una “colluttazione a dinamica complessa”. La morte di Musiani è stata attribuita a una gravissima lesione intracranica, con una diffusa infiltrazione emorragica, causata da un trauma da corpo contundente. L’analisi morfologica delle lesioni, pur dettagliata, non ha tuttavia permesso una puntuale identificazione del mezzo specifico che le ha provocate. Il colore, la forma e la distribuzione delle ferite consentono di attribuirle a un ristretto arco temporale, mentre la posizione dei traumi non è in alcun modo riferibile a eventi accidentali, rafforzando l'ipotesi di un'aggressione.

La consulenza tecnica colloca i traumi in un arco di pochi minuti, concentrandoli specificamente sul lato sinistro del corpo, alla testa e al torace. Oltre alla lesione cranica che si è rivelata fatale, la relazione evidenzia un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e la presenza di fratture alle costole anteriori. Sebbene il terreno stesso possa agire come superficie contundente, il numero, la distribuzione e le caratteristiche complessive delle lesioni riscontrate rimangono pienamente compatibili con una dinamica violenta e complessa. Non è stato possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione specifica abbia causato il colpo mortale; tra le ipotesi attualmente esaminate dagli inquirenti figurano un colpo sferrato con una bottiglia, altri colpi diretti o l’impatto della testa contro il terreno durante le fasi dell’aggressione.

Le indagini e i giovani coinvolti

In relazione alla tragica morte di Musiani, risultano coinvolti sei giovani provenienti dal Forlivese, la maggior parte dei quali di origine straniera, con età compresa tra i 17 e i 23 anni. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, sotto il coordinamento della pubblica ministero Angela Scorza, li hanno fermati nel corso delle indagini. I sei ris