Un acceso dibattito è scaturito presso l'Ipsia Barlacchi Lucifero di Crotone a seguito della rimozione di un cartellone recante la scritta “A scuola nessuno è straniero”. L'episodio, avvenuto nella scuola crotonese e riportato il 14 ottobre 2026, ha innescato un confronto tra la Flc Cgil Calabria e il dirigente scolastico Girolamo Arcuri. Mentre il sindacato ha espresso una ferma critica nei confronti del gesto, il preside ha categoricamente respinto l'ipotesi di una rimozione di natura punitiva, attribuendo lo spostamento del cartellone a specifiche esigenze di servizio interne all'istituto.

La contestazione della Flc Cgil Calabria

La Flc Cgil Calabria ha qualificato la rimozione del cartellone come un atto di grave entità. La critica del sindacato non si è limitata alla mera esecuzione materiale del gesto, ma ha enfatizzato le sue implicazioni sul piano pedagogico, culturale e istituzionale, ritenute dannose per l'intera comunità educante del territorio crotonese e della regione. La nota sindacale ha inoltre evidenziato come l'episodio sia stato collegato a una presunta giustificazione fornita dalla presidenza, secondo cui il dirigente avrebbe motivato la rimozione sostenendo che, attraverso quel cartellone, gli studenti avessero assunto una “posizione politica”. La Flc Cgil ha contestato vigorosamente questa interpretazione, affermando che richiamare il principio espresso nello striscione non costituisce affatto una posizione partitica né uno slogan provocatorio.

Al contrario, per il sindacato, tale messaggio rientra pienamente nel mandato educativo dei lavoratori della conoscenza e di coloro che rivestono ruoli di direzione all'interno di un istituto scolastico, promuovendo valori di inclusione e accoglienza.

La replica del dirigente scolastico Girolamo Arcuri

In risposta alle accuse mosse dalla Flc Cgil Calabria, il dirigente scolastico Girolamo Arcuri ha fornito una versione differente degli eventi, smentendo categoricamente la ricostruzione sindacale. Arcuri ha dichiarato con fermezza: “Non ho strappato alcun cartellone”. Il preside ha chiarito che lo striscione era stato esposto all'ingresso del plesso Ottico-odontotecnico della scuola e vi era rimasto per un periodo di dieci giorni.

La decisione di rimuoverlo, secondo la sua spiegazione, è stata dettata dalla necessità di utilizzare il plesso per lo svolgimento di alcune prove di abilitazione. Il dirigente ha specificato che il cartellone era stato preventivamente autorizzato dalla vicaria dell'istituto e che la sua rimozione è stata un'azione temporanea, giustificata dal fatto che si trovava nell'area designata per l'affissione degli esiti degli esami di abilitazione.

Arcuri ha inoltre precisato che il cartellone si trova in perfetto stato, intatto, custodito nel magazzino della scuola. Ha assicurato che lo striscione sarà riappeso non appena saranno concluse le esigenze logistiche legate alle prove di abilitazione. Il punto di maggiore contrasto tra le due parti rimane dunque l'interpretazione del gesto: mentre per la Flc Cgil Calabria la rimozione assume un significato grave e simbolico, il dirigente la inquadra come una semplice e necessaria operazione di gestione degli spazi scolastici, priva di qualsiasi intento repressivo o ideologico.