Un’importante operazione condotta dai carabinieri nel Reggino ha portato, in data 1 ottobre 2026, all’esecuzione di 12 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati alla cosca Costa-Filippone di Melicucco. L’intervento ha visto sette persone condotte in carcere e cinque poste agli arresti domiciliari, tra cui l’assessore comunale Gabriele Bruzzese.

Il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, ha riferito che dalle indagini sono emersi numerosi episodi estorsivi e un significativo condizionamento degli organi comunali da parte della cosca.

Borrelli ha espresso la sua piena soddisfazione per l’esito investigativo, sottolineando come sia stata ricostruita una pluralità di estorsioni e l’influenza illecita esercitata sulla gestione amministrativa locale.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, gravi reati che includono associazione mafiosa, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Le misure cautelari e i sequestri patrimoniali

L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro. Contestualmente alle misure personali, è stato disposto il sequestro preventivo di un’impresa individuale attiva nella gestione di una cava di inerti e di un terreno.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria, ha identificato le persone finite in carcere come Salvatore Ammagatti, Pasquale Costa, Rosario Costa detto “Angelo”, Salvatore Costa, Salvatore Magiaruga, Dario Varamo e Carmelo Costa.

Agli arresti domiciliari sono stati posti Domenico Antonio Napoli, Gabriele Bruzzese, Domenico Giuseppe Galatà, Giuseppe Politanò e Giorgio Varone. È fondamentale ribadire che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la posizione di tutti gli indagati è soggetta al principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dalla legge.

Sviluppo delle indagini sulla cosca di Melicucco

Gli approfondimenti investigativi, avviati nel maggio del 2022, hanno riguardato in modo specifico anche la disponibilità di armi da parte dell’associazione criminale e dei suoi membri, oltre a elementi relativi alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, contestati a vario titolo. Le indagini hanno preso le mosse anche dalle risultanze di precedenti e importanti procedimenti giudiziari, noti come “Crimine” e “’Ndrangheta Stragista”, che hanno fornito un quadro utile per l'attuale operazione. La cosca al centro dell'inchiesta è la Costa-Filippone di Melicucco.