Nel tredicesimo anniversario del tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, che causò la morte di 368 persone, il Comitato 3 ottobre lancia un appello pressante a Italia e Unione europea. L'organizzazione chiede di trasformare la semplice commemorazione in scelte politiche concrete e immediate. Questa ferma presa di posizione è stata espressa da Palermo il 3 ottobre 2026, proprio nel giorno che ricorda la strage avvenuta al largo dell'isola siciliana.

Il Comitato ha delineato una serie di priorità fondamentali per affrontare la questione migratoria.

Tra queste spiccano l'apertura di vie legali e sicure di accesso alla protezione internazionale, l'istituzione di un robusto sistema europeo di ricerca e soccorso in mare, la garanzia di un'accoglienza rispettosa dei diritti umani e il superamento definitivo di una gestione emergenziale delle migrazioni, a favore di un approccio strutturale e a lungo termine.

La commemorazione del tragico evento si lega indissolubilmente alla drammatica situazione del Mediterraneo, un mare che continua a essere scenario di innumerevoli morti lungo le rotte migratorie. Questa realtà è al centro della richiesta incessante rivolta alle istituzioni. Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, ha sottolineato con forza la contraddizione inaccettabile: “Commemorare i morti e, nello stesso tempo, impedire ai vivi di raggiungere l'Europa in sicurezza è una contraddizione che non possiamo più accettare”.

Brhane ha inoltre espresso profonda preoccupazione per le attuali politiche orientate alla chiusura delle frontiere e alla loro esternalizzazione. Queste strategie, che affidano il controllo dei flussi migratori a Paesi dove spesso non sono garantiti il rispetto dei diritti fondamentali e l'accesso alla protezione, sono considerate dal Comitato come gravemente problematiche.

Le richieste urgenti del Comitato 3 ottobre

La nota diffusa dal Comitato unisce in modo sinergico i temi della memoria, dell'accesso alla protezione e del soccorso in mare. Le istanze rivolte a Italia e Unione europea si concentrano su misure operative concrete. Queste includono l'implementazione di vie legali e sicure per l'ingresso, il potenziamento delle operazioni di ricerca e soccorso, l'adozione di modelli di accoglienza che mettano al centro la dignità umana e il superamento della logica emergenziale che ha finora caratterizzato la gestione dei flussi.

L'organizzazione evidenzia anche il ruolo cruciale del linguaggio politico nel dibattito sulle migrazioni. Termini come "invasione" e "minaccia", secondo la valutazione del Comitato, hanno l'effetto di alimentare paura, ostilità e divisione all'interno della società, contribuendo attivamente alla costruzione e alla diffusione della xenofobia.

Rivolgendosi alle nuove generazioni, il Comitato attribuisce alla scuola un ruolo di primaria importanza. Gli istituti scolastici, nella visione espressa dall'organizzazione, sono chiamati a fornire agli studenti gli strumenti necessari per conoscere e comprendere i fenomeni migratori in tutte le loro sfaccettature. L'obiettivo è anche quello di sviluppare la capacità di riconoscere la disinformazione e di contrastare efficacemente il razzismo e i discorsi d’odio. Questo aspetto inserisce la ricorrenza del 3 ottobre in un più ampio percorso educativo, strettamente legato alla conoscenza approfondita dei fenomeni migratori.