Un uomo di 27 anni è stato arrestato a Torre del Greco, in provincia di Napoli, con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. L'intervento dei carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia è scattato dopo l'aggressione alla sua compagna di 23 anni, incinta al quarto mese. Il grave episodio è avvenuto all'interno dell'abitazione familiare, davanti al figlio di tre anni della coppia.

La segnalazione di una giovane donna aggredita in via Circumvallazione ha immediatamente mobilitato i militari. Giunti all'altezza del civico 139, i carabinieri hanno trovato la 23enne in strada, con il volto sanguinante e tumefatto.

La donna, in evidente stato di shock, chiedeva aiuto mentre teneva per mano il bambino.

Dagli accertamenti condotti, è emerso che poco prima, nell'abitazione, la vittima era stata colpita ripetutamente con schiaffi e pugni dal compagno. Le violenze erano culminate anche in una minaccia di strangolamento, ma la donna è riuscita a fuggire dalla casa per cercare soccorso.

La fuga e l'arresto del 27enne

Subito dopo la richiesta di aiuto, sono scattate le ricerche del 27enne. L'uomo è stato bloccato pochi minuti più tardi a poca distanza dall'abitazione familiare. È stato quindi arrestato per maltrattamenti in famiglia e trasferito in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

La vittima è stata prontamente accompagnata all'ospedale Maresca per le cure necessarie.

I sanitari le hanno diagnosticato "plurime contusioni e traumi da percosse", con una prognosi di 15 giorni. Dopo le dimissioni dall'ospedale, la donna è stata accompagnata, insieme al figlio, in una struttura protetta, garantendo loro un ambiente sicuro e lontano da ulteriori pericoli.

Il contesto normativo dei maltrattamenti

L'arresto si inserisce nel quadro dell'articolo 572 del codice penale, che disciplina i maltrattamenti contro familiari e conviventi. Questa norma prevede la reclusione da tre a sette anni per chi maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, oppure una persona sottoposta alla sua autorità o affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza, custodia, professione o arte.

La legislazione in materia è stata rafforzata dalla legge 19 luglio 2019, n. 69, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2019. Tale normativa ha modificato la disciplina esistente, intervenendo specificamente sui casi in cui il fatto avviene in presenza o in danno di una persona minore o di una donna in stato di gravidanza. La stessa disciplina prevede l'aumento della pena fino alla metà quando il fatto è commesso in presenza o in danno di una persona minore o di una donna incinta.