Il generale di brigata Nicola Conforti, comandante della Legione Carabinieri Marche, ha visitato il Comando Provinciale dei Carabinieri di Ancona la mattina del 13 ottobre 2026. L'incontro si è tenuto presso la caserma Cortecci, in via della Montagnola, dove Conforti è stato accolto dal comandante provinciale, colonnello Roberto Di Costanzo. La visita ha avuto come obiettivo l'analisi del lavoro svolto sul territorio e la valutazione dei risultati operativi conseguiti nelle attività di prevenzione e repressione.

Durante l'incontro, il generale Conforti ha incontrato militari di ogni ordine e grado, inclusi i comandanti di Compagnia, una rappresentanza dei comandanti di Stazione e il personale della sede.

Hanno partecipato anche i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Carabinieri, ai quali è stato rivolto un saluto che ha evidenziato l'importanza del legame tra personale in congedo e colleghi in servizio, e il valore delle attività sociali svolte a beneficio della collettività. Il comandante regionale ha espresso profonda gratitudine per l'impegno costante nella provincia e per il prezioso lavoro a tutela delle comunità locali.

Il valore del servizio di prossimità

Conforti ha richiamato la fondamentale funzione di servizio di prossimità dei presidi dell'Arma, collegandola a concetti chiave come umanità, ascolto e la capacità di accogliere le persone che si rivolgono alle caserme. Nel suo intervento, il generale ha indicato il ruolo delle Stazioni come punto di riferimento per chi cerca rassicurazione, non solo in presenza di reati gravi.

Ha sintetizzato questo concetto affermando: “Chi entra nelle nostre caserme – ha sottolineato – non necessariamente è vittima di gravi reati, molte volte ha bisogno di trovare innanzitutto rassicurazione e conforto”.

Il generale ha poi collegato l'attività quotidiana dell'Arma alla comprensione delle difficoltà incontrate dai cittadini, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. Il tema dell'accoglienza è stato ribadito congiuntamente a quello dell'ascolto e dell'empatia, elementi indicati come pilastri del rapporto tra militari e comunità. In questo contesto, è stato chiaramente affermato che a tali esigenze si risponde “solo attraverso una spiccata empatia e comprensione delle difficoltà che quotidianamente incontrano i cittadini, specialmente quelli delle fasce più vulnerabili”.