Il Coordinamento lavoro porfido ha riportato l'attenzione sul processo Perfido 2, il procedimento giudiziario che vede imputati i cosiddetti "colletti bianchi", convocando una conferenza stampa a Trento il 9 ottobre 2026. Al centro dell'intervento del Coordinamento vi è l'allarme per il rischio di prescrizione che potrebbe maturare per alcuni reati nell'ultimo troncone del processo, relativo ai fatti che il Coordinamento stesso ha denominato "Perfido".
L'avvocato Bonifacio Giudiceandrea, in rappresentanza del Coordinamento, ha confermato la partecipazione all'udienza di lunedì, affiancato dall'avvocata Sara Bonini.
Giudiceandrea ha spiegato che il Coordinamento intende assumere una posizione chiara in base alle scelte processuali che verranno adottate dagli imputati. La principale preoccupazione espressa riguarda la concreta possibilità che le difese sollecitino il giudice a verificare il tempo trascorso e l'eventuale raggiungimento dei termini di prescrizione per specifiche fattispecie di reato. L'avvocato ha inoltre sottolineato l'obbligo del giudice di procedere a tale verifica, anche in assenza di una specifica richiesta da parte delle parti coinvolte nel procedimento.
La prescrizione: un'indignazione per il Coordinamento
Per il Coordinamento lavoro porfido, la questione della prescrizione si configura come l'aspetto più critico e delicato dell'attuale fase processuale.
L'avvocato Giudiceandrea ha ribadito con forza la posizione del Coordinamento, affermando che la prescrizione "è l'argomento che più ci preoccupa, o meglio ci indigna". Questa dichiarazione riassume efficacemente il sentimento espresso durante l'incontro pubblico tenutosi a Trento, dove il Coordinamento ha evidenziato la stretta connessione tra il potenziale rischio di estinzione dei reati e l'intero percorso giudiziario del filone Perfido 2.
Il Coordinamento ha inoltre sollevato questioni relative alla fase delle indagini preliminari. È stata espressa la convinzione che non siano state interrogate figure ritenute di importanza non secondaria nel contesto dell'insediamento della mafia in Trentino.
Il portavoce del Coordinamento, Walter Ferrari, ha collegato questa presunta lacuna investigativa alla persistenza di condizioni considerate favorevoli a tale fenomeno. Ferrari ha infatti dichiarato: "In questo modo si preserva quel terreno favorevole all'insediamento mafioso che c'era".
Il contesto del procedimento Perfido 2
Il procedimento Perfido 2 si inserisce nel più ampio contesto del filone politico-amministrativo, scaturito dalle indagini sulle presunte infiltrazioni della ’ndrangheta nel strategico settore del porfido in Trentino. Il quadro processuale attuale vede coinvolti un totale di 15 imputati, tra cui figurano figure di spicco come ex politici, imprenditori e membri delle forze dell'ordine, in particolare carabinieri.
È stato ricordato che una precedente udienza relativa a questo secondo filone del processo era già stata rinviata, evidenziando le complessità e le dilazioni che caratterizzano il percorso giudiziario.