La Società degli Alpinisti Tridentini (Sat) ha ribadito a Mori il proprio orientamento sulle vie ferrate del Trentino: non promuovere la realizzazione di nuovi percorsi e valutare attentamente, caso per caso, gli interventi su quelli esistenti. Questa valutazione include anche la possibilità di dismissione qualora le opere di manutenzione necessarie risultassero incompatibili con la tutela della montagna. La posizione, già definita nelle linee di principio deliberate nel 2021, è stata richiamata durante il confronto nazionale dedicato al futuro delle vie attrezzate, un evento organizzato in occasione del cinquantenario.

Il sodalizio gestisce un numero significativo di queste infrastrutture, ovvero 69 delle circa 90 ferrate presenti in Trentino. Tra vie ferrate e sentieri attrezzati, la Sat cura complessivamente 29,2 chilometri di percorsi. Alla gestione e manutenzione dei tracciati si affianca, come tema centrale, l'importanza della preparazione dei frequentatori, un aspetto indicato come fondamentale per garantire la sicurezza sulle vie attrezzate e una fruizione consapevole della montagna.

I dati sulla ferrata di Montalbano

La ferrata di Montalbano, situata sopra l’abitato di Mori, è stata teatro di numerosi interventi del Soccorso Alpino. Tra maggio 2010 e agosto 2026, sono stati registrati 48 soccorsi, che hanno coinvolto 200 tecnici e richiesto circa 830 ore di lavoro.

Dopo la riapertura del percorso nel 2014, le principali cause di intervento su persone sono state lo sfinimento, il malore e l’incapacità di proseguire, rappresentando il 65% dei 34 soccorsi totali. Le cadute hanno inciso per il 26%.

Un dato preoccupante riguarda le sei cadute avvenute nei primi tre metri della ferrata dal 2015, che hanno causato altrettanti traumi alla caviglia. Nell’ottobre 2023, si è verificato un incidente mortale che ha coinvolto un escursionista che procedeva slegato all’uscita dell’ultimo tratto verticale. È invece un dato positivo che, dopo i lavori di messa in sicurezza del 2014, non siano più state registrate chiamate per caduta di sassi.

Johnny Zagonel, vicepresidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, ha collegato l'aumento degli interventi alla crescente frequentazione della montagna.

Ha sottolineato come “negli anni è aumentato il numero di persone che frequentano la montagna, anche senza una particolare esperienza”. Questo fenomeno si riflette anche nella gestione degli imprevisti lungo i percorsi attrezzati: “Rispetto al passato, incontriamo più spesso persone che, di fronte a un imprevisto o a un cambio repentino del tempo, non riescono a gestire la situazione e chiamano il 112”.

Frequentazione, social e gestione dei flussi

Nel contesto del confronto di Mori, è emersa con forza la questione dell’aumento degli escursionisti inesperti sulle vie ferrate del Trentino. Questo fenomeno, spesso amplificato dalla visibilità offerta dai social media, porta molti a sottovalutare le difficoltà, la fatica e i rischi intrinseci dei percorsi.

La discussione ha evidenziato la necessità di promuovere una maggiore cultura della prudenza e una migliore preparazione degli escursionisti, unitamente a strategie efficaci per la gestione dei flussi turistici, al fine di garantire la sicurezza e la sostenibilità dell'ambiente montano.