Il gup di Palermo ha condannato Mario Lupo, commercialista, ex presidente della “Samot” ed ex sindaco di Villabate, a sei anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per corruzione. Il procedimento riguarda le somme consegnate a Francesco Cerrito, ex direttore del dipartimento integrazione socio-sanitaria dell’Asp di Palermo, in relazione a pratiche e pagamenti collegati alla Samot, ente di assistenza domiciliare a malati terminali.
Lupo e Cerrito furono fermati nel settembre 2025 durante uno scambio di mazzette. La sentenza è giunta dopo il processo con rito abbreviato davanti al gup Marta Maria Bossi.
Cerrito, ex dirigente dell’Asp 6 in pensione, aveva già patteggiato ad aprile una pena di tre anni e sei mesi.
Il meccanismo della corruzione
La sentenza attribuisce a Lupo la consegna di denaro al funzionario dell’Asp per velocizzare i pagamenti e favorire le attività della Samot. Il procedimento ha evidenziato il rapporto tra l’ex presidente dell’ente e l’ex dirigente sanitario, con riferimento alle pratiche dell’organizzazione di assistenza domiciliare ai malati terminali.
Secondo gli atti, Cerrito ha ammesso di aver ricevuto cinque o sei dazioni per un importo complessivo tra 11.000 e 12.000 euro. La condanna di Lupo include, oltre ai sei anni di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, misura collegata alla corruzione accertata dal giudice.
Altri filoni d'indagine sulla sanità
Mario Lupo risulta coinvolto anche in un altro filone d’indagine sulla sanità. L'inchiesta coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione, Pierluigi Matta, avvocato, Luigi Zancla, presidente della “Samo”, e Giuseppe Geremia Lombardo, un deputato regionale.
Il fulcro della vicenda rimane la condanna dell’ex presidente della Samot nel procedimento sulle mazzette a Palermo. Gli elementi indicati riguardano il ruolo ricoperto da Lupo nell’ambito delle...