Torino, 11 ottobre 2026 – Mario Roggero, il gioielliere attualmente detenuto nel carcere di Bollate, a Milano, ha inviato una lettera alla trasmissione televisiva “Fuori dal Coro”, condotta da Mario Giordano e in onda su Retequattro. La missiva giunge dopo la sua condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Roggero è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso due rapinatori e di averne ferito un terzo, a seguito dell’assalto avvenuto nel 2021 alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

Nella sua comunicazione, Roggero descrive l’impatto del suo ingresso in carcere, avvenuto a oltre 72 anni, definendolo “molto devastante” sia sul piano psicologico che fisico.

Il gioielliere ha raccontato di aver incontrato una realtà composta da persone a lui sconosciute e di aver avuto modo, durante il periodo di reclusione, di riflettere approfonditamente sui fatti accaduti. Ha inoltre aggiunto di stare cogliendo nuovi e impensabili aspetti della sua condizione, che sta progressivamente analizzando, concludendo questo passaggio con la frase: “Non voglio dilungarmi”.

La lettera dal carcere di Bollate

Il messaggio di Roggero si apre con una sua presentazione e un riferimento all’opportunità offerta da Mario Giordano per indirizzare alcune righe alla trasmissione. Nella lettera, il gioielliere ha specificato di essere recluso da quasi tre mesi nel carcere milanese di Bollate, indicando il 17 luglio come data di inizio della sua detenzione.

Il testo include anche un sentito ringraziamento rivolto a tutte le persone che gli hanno manifestato vicinanza e affetto, chiudendo con un saluto finale ai destinatari della sua missiva.

Il contesto giudiziario del caso

La vicenda di Mario Roggero, prima dell’invio della lettera alla trasmissione televisiva, era già stata al centro di un’importante iniziativa legale. La difesa del gioielliere, rappresentata dall’avvocato Stefano Marcolini, aveva presentato una richiesta al Tribunale di sorveglianza di Milano. L’istanza mirava a ottenere il differimento dell’esecuzione della pena, in attesa della decisione del Presidente della Repubblica sulla domanda di grazia che era stata presentata dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone. L'articolo menziona che una precedente istanza era stata esaminata, ma non specifica l'esito o il foro competente.