Andrea Sempio, unico indagato nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, per il quale si profila una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia, ha dichiarato con fermezza a Milano, il 2 ottobre 2026, che non esistono prove sufficienti per sottoporlo a processo. Questa posizione è emersa in un'anticipazione di un'intervista televisiva, legata alla complessa vicenda del delitto di Garlasco. Sempio ha specificato che, a suo avviso, mancano gli argomenti concreti per giungere a un giudizio, pur affermando la sua disponibilità ad affrontare l'eventuale processo qualora dovesse aprirsi.

Il fulcro della sua argomentazione verte sulla valutazione degli elementi raccolti nel corso dell'indagine. Sempio, formalmente accusato nell'inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, contesta apertamente la solidità del quadro probatorio che potrebbe condurre alla richiesta di un dibattimento. La sua posizione è stata sintetizzata nella chiara dichiarazione: "non ci sono le prove per mandarmi a processo", riferendosi all'ipotesi di un rinvio a giudizio nel procedimento condotto dalla Procura di Pavia.

Le affermazioni sull'impronta di scarpa e la compatibilità

Nel corso dell'anticipazione dell'intervista rilasciata a Quarto Grado, Andrea Sempio ha affrontato anche la delicata questione dell'impronta di scarpa e la consulenza tecnica disposta dai pubblici ministeri in merito alla compatibilità del piede.

In proposito, Sempio ha dichiarato di calzare il numero 44 sia oggi che all'epoca dei fatti, sottolineando come la semplice compatibilità, a suo giudizio, non possa essere considerata un elemento concreto di collegamento con l'omicidio. La sua argomentazione si focalizza sulla netta distinzione tra una mera possibilità tecnica e un dato probatorio che possa effettivamente essere utilizzato per sostenere un'accusa in sede di giudizio.

Un ulteriore punto toccato da Sempio riguarda gli accertamenti eseguiti sulla cosiddetta "traccia 33". L'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi ha ribadito nell'anticipazione dell'intervista: "Non mi sembra ci siano gli elementi per un rinvio a giudizio".

Nel medesimo contesto, ha menzionato di essere a conoscenza di una sperimentazione condotta su un muro e ha enfatizzato che, per la corretta valutazione della sua posizione difensiva, sono indispensabili certezze inequivocabili e non mere possibilità che non possono essere escluse.

Il contesto mediatico delle dichiarazioni

L'intervista completa, le cui anticipazioni hanno generato notevole attenzione, è stata programmata per la messa in onda integrale nella serata del 2 ottobre 2026, all'interno del programma televisivo Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi. Le dichiarazioni di Andrea Sempio, rilasciate in questa sede, si inseriscono nel più ampio e complesso quadro del delitto di Garlasco, un caso che continua a suscitare dibattito e interrogativi.