Gli studenti del liceo Tito Lucrezio Caro di Napoli hanno occupato l'istituto il 7 ottobre 2026, esponendo sulla facciata uno striscione con il messaggio: “Distruggete i Cpr non le nostre scuole”. L'iniziativa, promossa da collettivi studenteschi legati al Coordinamento Kaos, contesta il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) la cui costruzione è prevista a Castel Volturno, nel Casertano.
Il comunicato diffuso con l'occupazione evidenzia il legame tra la protesta contro il Cpr e le problematiche relative allo stato di scuole e ospedali. Gli studenti richiamano il dibattito sul numero massimo di alunni stranieri per classe, denunciando un degrado che contrasta con l'annuncio di nuove strutture detentive.
La presa di posizione sul Cpr di Castel Volturno, già criticato da comitati cittadini e amministrazioni locali, è considerata un obbligo per il collettivo studentesco.
Le ragioni della mobilitazione studentesca
La protesta si concentra sul rapporto tra edilizia scolastica, inclusione e opposizione ai Cpr. Gli studenti chiedono una “scuola pluralista, multiculturale ed inclusiva”, collegando tale richiesta alla sicurezza fisica degli edifici. Nel comunicato, si citano spazi e classi più curate, esprimendo timore per la caduta di calcinacci da tetti o muri.
Il documento studentesco collega l'occupazione alla manifestazione del 24 ottobre a Castel Volturno. Gli studenti sottolineano come il costo del Cpr superi i 40 milioni di euro, risorse che potrebbero essere impiegate per le infrastrutture di Castel Volturno o in un piano più ampio.
La mobilitazione unisce la critica locale alla questione nazionale dei Centri di permanenza per il rimpatrio.
I Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr)
I Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sono strutture previste dall'ordinamento italiano in materia di immigrazione. La denominazione Cpr ha sostituito quella dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) a seguito delle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 13 del 2017. Il riferimento normativo è l'articolo 14 del decreto.