Salim El Koudri, il 31enne detenuto per il grave attentato di Modena del 16 maggio 2026, ha tentato il suicidio in carcere ingerendo farmaci. Soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni non sarebbero in pericolo di vita. La notizia è stata diffusa il 6 ottobre 2026.
L'episodio è avvenuto nel carcere Sant’Anna di Modena. Il tempestivo intervento del personale penitenziario ha permesso il trasferimento in ospedale, dove i sanitari hanno stabilizzato le sue condizioni. Attualmente, il detenuto non correrebbe rischi per la sua incolumità.
Il contesto giudiziario dell'attentato di Modena
Il 31enne di origine marocchina è accusato dei fatti avvenuti il 16 maggio nel centro di Modena. In quella drammatica circostanza, avrebbe lanciato una Citroen C3 contro un gruppo di pedoni, ferendo otto persone. Tra le vittime, Monica Esposito, 55 anni, è purtroppo deceduta in ospedale due mesi dopo a causa delle gravi lesioni riportate.
A El Koudri è contestato anche l'accoltellamento di una persona intervenuta per fermarlo. Il 2 ottobre, il procedimento giudiziario ha registrato la discussione davanti al gip della perizia psichiatrica. Questa, disposta nell'incidente probatorio, ha concluso che El Koudri presenta un disturbo psichiatrico, ma era capace di intendere e di volere al momento dei fatti ed è in grado di affrontare il processo.
L'intervento del garante regionale dei detenuti
Sull'episodio è intervenuto Roberto Cavalieri, garante per i detenuti dell'Emilia-Romagna. Cavalieri ha evidenziato la preoccupante frequenza dei tentativi di suicidio nelle carceri regionali, ricordando che "ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi". Ha ribadito l'importanza di considerare i detenuti come esseri umani e di fornire loro sostegno nei momenti di disperazione.
Il garante ha collegato la problematica alla condizione delle persone recluse, pur senza sminuire le responsabilità individuali e il dolore delle vittime. Ha rimarcato che "questo nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime".