Leonardo Maria Del Vecchio, imputato nel caso Equalize come presunto cliente dell’agenzia investigativa accusata di accessi abusivi alle banche dati, ha chiesto il rito immediato. La sua posizione sarà così giudicata direttamente dal Tribunale per il dibattimento, separandosi dalla maxi udienza preliminare che inizierà il 13 ottobre 2026 a Milano, davanti alla gup Tiziana Landoni.
La maxi udienza preliminare si preannuncia di vasta portata, coinvolgendo oltre 70 imputati e più di 800 persone offese per decine di episodi. L'apertura è fissata nell'aula bunker del carcere di Opera e si prevedono tempi lunghi per la sua definizione.
Tra le persone offese figurano nomi noti come Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri e Paolo Scaroni. La scelta di Del Vecchio per il rito immediato segna un percorso giudiziario distinto e accelerato.
La difesa di Del Vecchio
La difesa di Del Vecchio, tramite gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha motivato la richiesta per "dimostrare nel più breve tempo possibile la sua estraneità ai fatti e la sua totale innocenza". La linea difensiva sostiene che "non è possibile documentare che lui fosse a conoscenza dell'origine illecita delle informazioni" ricevute spontaneamente dal gruppo Equalize. L'accusa lo indica come cliente dell'agenzia, ritenuta responsabile di accessi abusivi, ma la difesa contesta la sua consapevolezza della provenienza illecita dei dati.
Il diritto al rito immediato
Il processo immediato rappresenta un diritto riconosciuto all'imputato dal codice di procedura penale. Per tale ragione, la gup procederà con lo stralcio della posizione di Del Vecchio, inviandola direttamente al Tribunale per il dibattimento, evitando la maxi udienza preliminare. La normativa consente all'imputato di chiedere il giudizio immediato con dichiarazione in cancelleria, almeno tre giorni prima dell'udienza, evidenziando la volontà di affrontare il giudizio con la massima celerità, al fine di chiarire la sua posizione.