Due cittadini georgiani, una donna e un minorenne, sono stati bloccati all’aeroporto di Catania mentre tentavano di imbarcarsi su un volo diretto a Tel Aviv. I due utilizzavano passaporti israeliani falsi, un dettaglio che ha portato al loro fermo nello scalo siciliano. L'episodio, avvenuto il 7 ottobre 2026, ha visto l'arresto della donna e la denuncia a piede libero del minorenne, con la Digos che ha avviato le indagini per ricostruire l'accaduto.

Questo episodio si inserisce in un contesto di controlli intensificati sui documenti di viaggio. La scoperta dei documenti falsi è avvenuta al momento dell'imbarco, evidenziando una chiara violazione delle normative sui viaggi internazionali.

L'intervento delle autorità aeroportuali ha impedito che i due potessero proseguire il loro viaggio con la documentazione contraffatta.

Il fermo nello scalo di Catania

I viaggiatori fermati all'aeroporto di Catania sono stati identificati come una donna e un minorenne, entrambi di nazionalità georgiana. I passaporti esibiti, che avrebbero dovuto consentire l'accesso al volo per Tel Aviv, sono risultati israeliani ma falsi dopo un'attenta verifica. La reazione delle forze dell'ordine è stata immediata: la donna è stata arrestata, mentre il minorenne è stato denunciato a piede libero. Le indagini sono state affidate alla Digos, che si occuperà di approfondire i dettagli di questo tentativo di imbarco illecito.

L'accaduto sottolinea l'importanza dei controlli sui documenti di viaggio effettuati prima della partenza dei voli, soprattutto in un periodo in cui la sicurezza aeroportuale è una priorità. Il tentativo di utilizzare passaporti israeliani contraffatti per lasciare il territorio italiano è un fatto grave che ha richiesto un'azione decisa da parte delle autorità dello scalo catanese. Al momento, non sono stati resi noti ulteriori provvedimenti oltre all'arresto della donna, alla denuncia del minorenne e agli accertamenti in corso.

Un precedente a Bologna con documenti falsi

L'episodio di Catania segue di poche ore un controllo analogo avvenuto all'aeroporto di Bologna. Il 5 ottobre 2026, presso l'Aeroporto Marconi, due uomini di nazionalità georgiana avevano anch'essi tentato di imbarcarsi su un volo diretto a Tel Aviv.

Anche in quella circostanza, i documenti presentati, che indicavano una presunta nazionalità israeliana, sono stati accertati come falsi.

Gli agenti della polizia di frontiera di Bologna hanno prontamente rilevato le irregolarità nei documenti di viaggio, procedendo alla denuncia dei due uomini. Le prime informazioni relative all'episodio bolognese indicavano che i due non avrebbero avuto precedenti penali. Questo precedente controllo evidenzia una possibile similitudine nelle modalità operative e rafforza l'attenzione delle autorità sulla falsificazione dei documenti e sui tentativi di espatrio irregolare.