Il 12 ottobre 2026, la provincia di Foggia ha vissuto la seconda giornata di mobilitazione per agricoltori, autotrasportatori e commercianti scesi in strada contro il caro carburante, l’aumento dei costi dei concimi e i rincari di altri prodotti necessari all’agricoltura. I presidi hanno interessato più punti della viabilità provinciale: la statale 17 tra Foggia e Lucera, la statale 16 a San Severo, tratti dell’Autostrada A14 tra San Severo e Poggio Imperiale e il casello dell’Autostrada A16 a Candela.

Sulla statale 16 a San Severo, nella mattinata del 12 ottobre 2026, diversi autotrasportatori in transito sono stati bloccati.

Rallentamenti si sono registrati anche lungo l’A14 nel tratto tra San Severo e Poggio Imperiale. La situazione è stata monitorata dalle forze dell’ordine presenti nei luoghi dei presidi. Le fonti di Polizia indicano che i blocchi non hanno condizionato il regolare traffico automobilistico.

La protesta sul Gargano

Sul Gargano la mobilitazione ha coinvolto in particolare Carpino, dove circa 200 trattori sono scesi in strada per la protesta degli olivicoltori. La contestazione ha riguardato i costi di produzione, il carburante e le spese dell’intera filiera olivicola. Alla protesta ha aderito anche il sindaco Rocco Di Brina, che ha definito il corteo una “protesta del tutto pacifica che non ha causato il benché minimo disagio alla popolazione, soprattutto al regolare traffico”.

Il corteo è partito da una zona del paese ed è sceso lungo la strada a scorrimento veloce del Gargano nei pressi dello svincolo per Carpino. Il sindaco ha collegato la mobilitazione alla situazione economica del territorio, indicando che la questione non riguarda solo Carpino, la cui economia si basa quasi esclusivamente sull’olivicoltura, ma il Gargano e la Puglia da Nord a Sud. Gli olivicoltori chiedono un intervento urgente del Governo per poter iniziare la campagna olearia e chiedono attenzione al sistema di tracciabilità.

Prezzi dell’olio e costi di produzione

A Carpino la protesta degli olivicoltori si è concentrata anche sul prezzo riconosciuto ai produttori per l’olio extravergine d’oliva all’ingrosso, indicato dagli agricoltori attorno ai 4 euro. I produttori contestano una quotazione giudicata insufficiente a coprire i costi di produzione.