Il professor Francesco Maria Avato, già stimato consulente della difesa di Alberto Stasi, ha sollevato importanti questioni a Milano il 2 ottobre 2026, richiamando l'attenzione sui tracciati relativi agli accertamenti biologici eseguiti sui pedali della bicicletta di Stasi. Avato, che all'epoca dei fatti faceva parte del pool degli esperti incaricati dai legali, ha categoricamente affermato che agli specialisti della difesa non furono mai consegnati i tracciati negativi di controllo collegati alle analisi del DNA datate 20 settembre 2007. Questi esiti nulli, secondo il professore, assumono una rilevanza cruciale se messi in relazione con un esito positivo registrato il giorno precedente e con i dati grezzi che la difesa è riuscita a ottenere solo nel novembre 2025.

Avato ha sottolineato con fermezza che l'assenza di tali documenti ha compromesso l'operato della difesa: “I tracciati negativi di controllo non ci furono mai dati, altrimenti avremmo organizzato la nostra attività di consulenti in modo differente”. Questa dichiarazione evidenzia come la mancata disponibilità di questi dati fondamentali, riguardanti i test biologici sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, abbia impedito agli esperti di impostare una strategia di consulenza adeguata fin dalle prime fasi degli accertamenti. La possibilità di accedere a quei tracciati avrebbe permesso una valutazione più completa e, potenzialmente, una diversa impostazione delle indagini tecniche.

Il nodo cruciale dei test sui pedali

Il professor Avato ha evidenziato l'esistenza di discrepanze molto rilevanti tra i risultati degli accertamenti condotti. Di fronte a un esito positivo iniziale e a ben due successivi esiti nulli, specificamente riferiti al 20 settembre 2007, l'ex consulente ha ribadito con forza la necessità impellente di ripetere gli accertamenti biologici. La sua posizione è stata sintetizzata in modo inequivocabile: “Le analisi andavano ripetute”. Non solo, ma Avato ha anche sostenuto che una tale anomalia, ovvero la palese difformità tra i risultati, avrebbe dovuto essere immediatamente portata all'attenzione del magistrato competente per ulteriori approfondimenti e valutazioni.

Un altro punto fermo della valutazione tecnica del professor Avato, che egli ha sempre sostenuto, è che la traccia rilevata sui pedali della bicicletta non fosse affatto sangue. Questa affermazione si inserisce nel contesto degli accertamenti specifici sui pedali e trova ulteriore supporto nei dati grezzi che la difesa di Stasi è riuscita a ottenere solo nel novembre 2025. Le dichiarazioni di Avato, pertanto, vertono su tre aspetti interconnessi: la cruciale questione della disponibilità dei tracciati, la valutazione delle significative difformità tra gli esiti delle analisi e l'indicazione di ulteriori e più approfondite analisi come passaggio ritenuto indispensabile per la corretta ricostruzione dei fatti.

Il contesto del procedimento giudiziario

La vicenda richiamata dalle recenti dichiarazioni del professor Avato si inserisce nel più ampio e complesso procedimento giudiziario relativo all'omicidio di Chiara P. Le nuove prospettive sollevate dall'ex consulente riaccendono il dibattito su aspetti cruciali delle indagini originali, ponendo l'accento sulla metodologia e la completezza degli accertamenti tecnici.