La Corte d’appello di Caltanissetta ha confermato, in data 14 ottobre 2026, la condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per il venticinquenne gelese Vincenzo Tilaro. L'uomo era imputato per omicidio stradale in relazione alla tragica morte di Angelo Giovane, un tredicenne deceduto a Gela sei anni fa, il 10 giugno 2020, a seguito di una caduta dalla sua bici elettrica in via Recanati.
Il procedimento giudiziario ha ricostruito lo scontro avvenuto tra la bici elettrica condotta dal giovane Angelo e lo scooter su cui viaggiava Tilaro.
Secondo le risultanze, entrambi i mezzi stavano compiendo un'impennata al momento dell'impatto. La ricostruzione dell'accusa ha evidenziato come il contatto fisico tra la spalla di Tilaro e il gomito del tredicenne sia stato un elemento decisivo nella dinamica della caduta: Angelo Giovane ha perso l'equilibrio, finendo violentemente a terra e battendo la testa. Le gravi lesioni riportate al capo si sono rivelate fatali, portando al decesso del ragazzo durante il tragitto verso l'ospedale.
La conferma della condanna in appello
La decisione della Corte d’appello ha pienamente confermato la sentenza di primo grado, mantenendo la condanna a due anni di reclusione. Il ricorso presentato dalla difesa di Vincenzo Tilaro, rappresentato dall’avvocato Carmelo Tuccio, non è stato accolto.
La pena rimane accompagnata dalla sospensione condizionale, come stabilito in precedenza.
La famiglia del tredicenne Angelo Giovane ha seguito l'intero iter processuale, assistita dal legale Rita Parla e dalla società Giesse Risarcimento Danni, cercando giustizia per la perdita subita.
La dinamica dell'incidente in via Recanati
Le indagini hanno permesso di ricostruire dettagliatamente la dinamica dell'incidente, avvenuto in via Recanati. I due mezzi, la bici elettrica di Angelo Giovane e lo scooter di Tilaro, procedevano nella stessa direzione. È emerso che Vincenzo Tilaro, all'epoca diciannovenne, stava effettuando un'impennata con il suo scooter e, nel tentativo di superare il ragazzo in bicicletta, lo ha urtato.
Questo contatto fisico ha causato la perdita di equilibrio di Angelo e la sua successiva caduta sull'asfalto.
Inizialmente, la vicenda era stata catalogata come una caduta autonoma. Tuttavia, grazie all'esame approfondito delle immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, è stato possibile accertare il coinvolgimento dello scooterista e ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato alla fatale caduta del tredicenne.