La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per danneggiamento a seguito di incendio con finalità di terrorismo. L'indagine è scattata dopo il rogo che, il 2 ottobre 2026, ha colpito i cavi di fibra ottica sotto il Ponte San Giorgio. L'incendio ha causato disservizi sulle linee Tim e sui numeri di emergenza 118 e 112.
Il procedimento si concentra sull'atto doloso contro i cavi in fibra ottica. Non è giunta alcuna rivendicazione. Nell'ipotesi investigativa, si valuta una possibile matrice anarchica, sebbene non collegata a dichiarazioni formali.
Il rogo e la zona colpita
L'episodio è avvenuto a Genova, sotto il Ponte San Giorgio; l'area del rogo è stata localizzata anche a Sampierdarena, in Salita Bersezio. L'incendio ha coinvolto i cavi Tim, lasciando senza servizio parte delle utenze telefoniche e provocando un esteso blackout in Liguria.
Il rogo, scoppiato all'alba, è stato qualificato di origine dolosa. Il punto interessato, strategico per il passaggio dei cavi, aveva il Ponte San Giorgio sullo sfondo. Il fascicolo della Procura collega il danneggiamento all'incendio e alla finalità di terrorismo, ponendo l'atto contro i cavi di fibra ottica al centro dell'accertamento.
Interruzioni dei servizi essenziali
Il danneggiamento dei cavi ha avuto un impatto diretto sulle linee Tim.
I disservizi hanno interessato anche i fondamentali numeri di emergenza 112 e 118, risultati in tilt. La vicenda riguarda sia il profilo giudiziario sia l'effetto immediato del rogo sulle comunicazioni e sui collegamenti di emergenza.
L'elemento centrale rimane l'apertura del fascicolo a Genova per danneggiamento a seguito di incendio con finalità di terrorismo. Il fatto riguarda i cavi di fibra ottica sotto il Ponte San Giorgio, con l'ipotesi di una matrice anarchica e l'assenza di rivendicazioni. I disservizi su linee Tim e numeri 112 e 118 costituiscono le immediate conseguenze operative segnalate.