Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha formalmente richiesto al prefetto e al questore di valutare l'adozione di misure di protezione per la gip Tiziana Landoni. La richiesta è motivata da frasi minatorie apparse sui social media, emerse dopo la sua decisione di scarcerare Youssef Siher, provvedimento emesso due giorni prima del 30 ottobre 2026.

La missiva, indirizzata anche al procuratore Viola e alla procuratrice generale Nanni, include post con minacce, almeno due delle quali esplicite, frutto di un monitoraggio avviato il giorno precedente.

L'iniziativa di Roia mira a stabilire se il tenore di questi messaggi online giustifichi specifiche tutele per la magistrata.

Il caso Youssef Siher e le indagini sui social

Youssef Siher, identificato come amministratore della chat Telegram “Movimento 17 ottobre”, è stato scarcerato dal carcere di San Vittore in seguito al provvedimento di non convalida del fermo firmato dalla gip Landoni. In risposta agli attacchi online contro la giudice, i carabinieri controllano chat e post per identificare frasi minatorie. Tra i messaggi più preoccupanti, sono state rilevate allusioni a “buste di proiettili” e l'espressione “spero per lei che sia sotto scorta”.

La decisione della gip di non convalidare il fermo è stata motivata in un'ordinanza di 37 pagine.

Sebbene Siher resti indagato per istigazione a delinquere aggravata da terrorismo e violenza organizzata, il provvedimento ha evidenziato l'insussistenza dei reati contestati e l'assenza di pericolo di fuga come ragioni fondamentali per la scarcerazione.

Le reazioni istituzionali alla scarcerazione

La vicenda ha generato un ampio dibattito e ha coinvolto i vertici del Tribunale di Milano, che hanno monitorato gli attacchi sui social e le espressioni ostili rivolte alla gip. La scarcerazione di Siher ha suscitato immediate critiche pubbliche. La premier Giorgia Meloni ha definito la scelta della giudice “vergognosa”. Il presidente Fabio Roia ha continuato a seguire con attenzione l'evolversi della situazione e le minacce online.