Il noto giornalista Sigfrido Ranucci ha rilasciato una dichiarazione a Roma, il 9 ottobre 2026, in merito alla sentenza riguardante il suo ricorso per la conduzione di Report. Ranucci ha affermato di rispettare pienamente la decisione del giudice e di accettarla con serenità, ribadendo il suo costante impegno a favore dell’indipendenza della magistratura. Questa presa di posizione segue la pronuncia sul procedimento che vedeva il giornalista richiedere il reintegro alla guida della trasmissione d’inchiesta di Rai3.
“Accetto serenamente questa sentenza”, ha dichiarato Ranucci.
Nel suo commento, il giornalista ha interpretato la decisione come un riconoscimento del fatto che il clamore mediatico possa effettivamente incidere sulla sostituzione di un conduttore, soprattutto in situazioni in cui una redazione si trova sotto pressione. Ha inoltre specificato che, nell’ambito della stessa valutazione, non è stata riscontrata o provata un’influenza diretta della politica sulle decisioni dei dirigenti Rai. La sua posizione si concentra pertanto sull’accettazione della pronuncia giudiziaria, rafforzando al contempo il suo appello all’autonomia e all’integrità della magistratura.
Il rigetto del ricorso cautelare da parte del Tribunale del Lavoro
Il Tribunale del Lavoro di Roma ha formalmente respinto l’istanza cautelare presentata da Sigfrido Ranucci, con la quale chiedeva il suo reintegro immediato alla conduzione del programma Report.
Il procedimento giudiziario era stato avviato in seguito alla decisione della Rai di sostituire il giornalista e alla richiesta urgente avanzata dai suoi legali per un provvedimento provvisorio. La pronuncia del giudice ha così confermato, in questa specifica fase cautelare, la legittimità e la validità dei provvedimenti adottati dai vertici aziendali nell’ambito della più ampia riorganizzazione della trasmissione televisiva.
L’ordinanza ha specificato che la riorganizzazione della redazione di Report e la conseguente sostituzione del conduttore non sono state considerate o qualificate come una sanzione disciplinare. Al contrario, la decisione giudiziaria ha inquadrato tale scelta come uno strumento gestionale, adottato per affrontare e risolvere un contesto di tensioni interne alla redazione del programma.
Il giudice del lavoro di Roma ha pertanto escluso, nella fase cautelare, la sussistenza dei presupposti legali necessari per disporre un ritorno immediato di Sigfrido Ranucci alla conduzione della trasmissione.
Le alternative professionali proposte e la replica del giornalista
Nel corso del procedimento giudiziario, sono state anche esaminate le diverse alternative professionali che l’azienda aveva indicato e proposto al giornalista. Tra queste figuravano incarichi di rilievo presso testate come il Tg3, RaiNews24 o la possibilità di assumere il ruolo di corrispondente dall’estero. Ranucci, tuttavia, aveva precedentemente espresso un giudizio critico su tali ipotesi, ritenendole non adeguate e non all’altezza della storia e del prestigio del format di Report, né della professionalità e dell’esperienza della sua redazione.