L'ex amministratore delegato del gruppo Cva, Giuseppe Argirò, è stato interrogato dal gip a Palermo nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto anche Gaetano Armao. La notizia è stata diffusa ad Aosta il 13 ottobre 2026, a seguito dell'interrogatorio svoltosi la sera precedente, il 12 ottobre. Argirò, assistito dall'avvocata Sabrina Franzone, deve rispondere dell'accusa di corruzione nel procedimento che interessa l'ex vicepresidente della Regione siciliana.
La legale di Argirò ha dichiarato che il suo assistito "ha risposto in maniera esaustiva all'unica contestazione" formulata.
Nel frattempo, la procura di Palermo ha avanzato la richiesta di arresti domiciliari sia per l'ex amministratore delegato di Cva sia per Marco Malacarne Gentile, indicato come ex co-direttore della medesima società pubblica. Al termine dell'interrogatorio, la difesa ha espresso piena fiducia sull'esito della valutazione del giudice, affermando di attendere la decisione "fiduciosi".
Le richieste della Procura e la posizione degli ex manager
Il procedimento giudiziario, che si concentra sul gruppo valdostano Cva, si inserisce in una più ampia inchiesta per presunta corruzione. L'interrogatorio di Giuseppe Argirò si è svolto a Palermo, dove è stato chiamato a chiarire le contestazioni a suo carico.
La richiesta di misura cautelare, avanzata dalla procura, riguarda anche Marco Malacarne Gentile, che ha ricoperto il ruolo di ex co-direttore all'interno della stessa società pubblica.
L'inchiesta coinvolge complessivamente nove persone, e gli interrogatori preventivi hanno interessato alcuni degli indagati. Malacarne Gentile è stato ascoltato prima di Argirò, con entrambi gli ex manager assistiti dai rispettivi difensori durante le audizioni che si sono tenute nella serata del 12 ottobre 2026.
La contestazione sulla consulenza e le difese
Il fulcro dell'ipotesi accusatoria ruota attorno a una consulenza del valore di 147 mila euro, ritenuta dagli inquirenti fittizia. Questa consulenza sarebbe stata sottoscritta dagli ex manager con l'avvocato Pierluigi Matta, identificato come presunto intermediario di Gaetano Armao.
La ricostruzione investigativa suggerisce un collegamento tra questa consulenza e specifici progetti di Cva in Sicilia, in particolare in relazione alle procedure di autorizzazione ambientale.
Le difese degli indagati, tuttavia, sostengono con fermezza la piena regolarità del contratto di consulenza e l'assoluta estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati. La Cva è una società pubblica di rilievo nel contesto valdostano, e la sua posizione in questa vicenda è oggetto di attenzione.