A Messina, il 13 ottobre 2026, la Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un'ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip), su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) locale. Il provvedimento riguarda cinque persone indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per attività organizzate di traffico illecito di rifiuti. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Messina e condotta dagli specialisti del Gico e del nucleo Pef della Guardia di Finanza, ha portato a misure restrittive significative.

Le decisioni del Gip sono giunte a seguito degli interrogatori preventivi degli indagati.

Per tre delle persone coinvolte è stato disposto il divieto di esercitare attività imprenditoriali. Le altre misure includono un obbligo di firma e un obbligo di dimora nel comune di residenza. La durata di tali provvedimenti varia da sei a dodici mesi, stabilita in base alla gravità della posizione attribuita a ciascun indagato nel contesto del presunto traffico illecito di rifiuti.

Il sequestro preventivo da 115 mila euro

Questa ordinanza cautelare si inserisce in un più ampio filone investigativo e fa seguito a un importante sequestro eseguito lo scorso 23 settembre. L'operazione aveva interessato tre complessi aziendali, diversi automezzi commerciali, terreni e disponibilità finanziarie. Il valore complessivo dei beni e delle somme sottoposti a vincolo ammonta a circa 115 mila euro, evidenziando la portata economica delle attività illecite contestate nella provincia di Messina.

Al centro delle indagini vi è una presunta e sistematica attività di sversamento di rifiuti. Gli accertamenti si sono concentrati su otto siti non autorizzati, tutti ubicati nella zona tirrenica della provincia di Messina. I comuni specificamente menzionati sono Pace del Mela, Messina e Villafranca. L'inchiesta ha inoltre rivelato la possibile compiacenza di imprenditori terzi, identificati come proprietari dei terreni utilizzati per gli sversamenti abusivi.

Le indagini del Gico e del Nucleo Pef

Le complesse indagini sono state condotte congiuntamente dal Gruppo d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Gico) e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (Pef) della Guardia di Finanza di Messina, sotto lo stretto coordinamento della Procura.

Il quadro investigativo ha delineato una gestione illecita dei rifiuti che avrebbe interessato diverse aree della fascia tirrenica messinese, con l'utilizzo sistematico di siti non autorizzati per lo sversamento abusivo. Il procedimento giudiziario si concentra ora sulle misure cautelari personali disposte dal Gip, mirando a interrompere le attività illecite e a sanzionare i responsabili del traffico illecito di rifiuti nel Messinese.