Un alpinista polacco, rimasto bloccato per quasi dodici ore sul Dente del Gigante, nel cuore del massiccio del Monte Bianco, è stato finalmente recuperato il 1 ottobre 2026. L'intervento, reso possibile da una temporanea schiarita delle condizioni meteorologiche, è stato condotto dall'elicottero del Peloton d’Haute Montagnes (PGHM) di Chamonix, che ha trasportato l'uomo nella località francese per accertamenti sanitari. La sua compagna di cordata, anch'essa di nazionalità polacca, è invece rimasta in sosta sulla parete: la rapida chiusura della finestra di visibilità ha purtroppo impedito un secondo recupero immediato via aria.

L'alpinista si trovava in una situazione di grave difficoltà, sospeso a una corda a circa quaranta metri dalla vetta, e impossibilitato a muoversi autonomamente. Le condizioni meteo avverse, caratterizzate da nebbia fitta e maltempo persistente, avevano ostacolato per lunghe ore l'impiego dell'elisoccorso. Solo quando la visibilità è migliorata, seppur per un breve lasso di tempo, l'elicottero del PGHM francese è riuscito a raggiungere lo scalatore e a trasferirlo in sicurezza a Chamonix per le necessarie valutazioni mediche.

La compagna ancora in parete: attesa per i soccorsi

La seconda alpinista della cordata è rimasta temporaneamente bloccata in parete. La repentina chiusura della "finestra" di visibilità ha infatti impedito un secondo intervento aereo immediato per il suo recupero.

I soccorritori hanno quindi elaborato un piano alternativo, prevedendo di raggiungerla via terra. Questa operazione sarà avviata a meno che non si verifichi un nuovo e significativo miglioramento delle condizioni meteo, che possa consentire un ulteriore intervento dall'alto con l'elicottero.

L'allarme per la cordata in difficoltà era scattato nella notte, attorno a mezzanotte, quando la richiesta di aiuto è pervenuta alla Centrale Unica del Soccorso. Le difficili condizioni in quota hanno inizialmente reso impraticabile qualsiasi tentativo di volo in sicurezza, costringendo i team a organizzare una complessa operazione via terra con l'impiego di una squadra specializzata. Questo ha evidenziato la complessità e la pericolosità dell'intervento nelle prime fasi.

L'ampio dispiegamento di forze per il soccorso in quota

Alla vasta mobilitazione per il soccorso in quota hanno preso parte numerosi professionisti e tecnici. Tra questi, i membri del Soccorso Alpino Valdostano e il personale del SAGF, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, hanno lavorato in sinergia. Per accelerare il trasferimento dei soccorritori verso le alte quote, è stata disposta un'apertura straordinaria della funivia Skyway, con corse anticipate già alle sette del mattino. Questa misura logistica si è rivelata cruciale per guadagnare tempo prezioso. La successiva schiarita ha poi permesso l'impiego decisivo dell'elicottero, che ha portato al successo il recupero del primo scalatore.