Un'operazione congiunta ha portato all'arresto di tre uomini di origine albanese, rispettivamente di 48, 38 e 36 anni. Le catture sono avvenute a Roma e a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Ancona, su richiesta della Procura della Repubblica. L'articolata indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, ha avuto inizio nella notte del 14 aprile 2026. In quella circostanza, un controllo stradale effettuato nei pressi del casello autostradale A14 di Loreto, in provincia di Ancona, ha rivelato la presenza di refurtiva a bordo di un'automobile con tre persone, un dettaglio che si è rivelato cruciale per l'avvio delle successive investigazioni.
All'interno del veicolo, i militari hanno rinvenuto una fede nuziale, un ferma-banconote in oro e una somma di 2.090 euro in contanti. Questi oggetti sono stati immediatamente ricondotti al provento di un furto con effrazione avvenuto poco prima a Osimo. Partendo da questo significativo ritrovamento e dall'analisi dell'utilizzo dell'automobile da parte del gruppo, gli investigatori hanno progressivamente ricostruito un quadro più ampio. Le indagini hanno permesso di raccogliere indizi concreti e circostanziati relativi a un totale di 19 furti in abitazione, di cui 16 consumati e 3 tentati. Questi episodi criminali sarebbero stati commessi tra gennaio e aprile 2026, interessando diversi comuni del territorio marchigiano, tra cui Osimo, Sant’Elpidio a Mare, Recanati e Montecosaro.
Il modus operandi e gli spostamenti nel territorio
Gli accertamenti investigativi hanno delineato un preciso modello operativo attribuito ai tre indagati, definito dai carabinieri come un vero e proprio "pendolarismo criminale". Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe sistematicamente effettuato spostamenti notturni. Partendo da Silvi Marina, in provincia di Teramo, a bordo della medesima automobile utilizzata per le incursioni, i malviventi raggiungevano le località individuate nelle Marche. Le abitazioni venivano prese di mira prevalentemente nelle ore notturne, mentre i proprietari si trovavano all'interno e dormivano. L'accesso agli immobili avveniva con tecniche di effrazione mirate, come la pratica di fori nelle finestre o la forzatura degli infissi, per poi fare rapidamente rientro in Abruzzo dopo aver consumato i furti.
La ripartizione dei compiti all'interno del gruppo, così come ricostruita nel corso dell'indagine, indicava la presenza di due presunti esecutori materiali dei furti, affiancati da un terzo uomo che avrebbe avuto funzioni di accompagnamento e di recupero in auto dopo le incursioni. La fase esecutiva dell'ordinanza di custodia cautelare ha richiesto un coordinamento esteso, coinvolgendo, oltre ai militari della Compagnia di Osimo, anche i carabinieri delle Compagnie di Roma San Pietro e di Chieti. Il procedimento giudiziario riguarda complessivamente sia il furto avvenuto a Osimo, dal quale sono scaturite le prime indagini, sia gli altri 19 episodi contestati, delineando un'attività criminale seriale e organizzata.
Refurtiva, danni e provvedimenti giudiziari
La refurtiva complessivamente ricostruita dagli investigatori include una somma di 5mila euro in contanti e numerosi gioielli in oro e argento. Il valore approssimativo stimato di questi beni ammonta a circa 50mila euro. A questa significativa cifra si devono aggiungere i consistenti danni materiali causati alle abitazioni prese di mira, derivanti dalle effrazioni necessarie per l'ingresso. La meticolosa ricostruzione degli eventi, l'analisi delle prove raccolte e la convergenza degli indizi hanno infine condotto all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP di Ancona, a carico dei tre uomini ritenuti responsabili di questa serie di furti.