Il Tribunale di Chieti ha condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione il professor Massimo Di Giannantonio, ex direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl Lanciano Vasto Chieti. La sentenza, pronunciata il 13 ottobre 2026, ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L'ex dirigente è stato processato per concussione, falso ideologico, truffa, turbativa del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.

Le contestazioni riguardano un appalto per l’affidamento di servizi di assistenza psichiatrica riabilitativa.

Di Giannantonio, in qualità di ex direttore del Dipartimento, membro della commissione aggiudicatrice e direttore esecutivo del contratto, avrebbe costretto Domenico Mattucci, allora presidente della cooperativa La Rondine – esecutrice dell’appalto – ad assumere la moglie Silvia Fraticelli e Simona Malandra.

Le accuse sull’appalto e sulle assunzioni

È stato contestato che Silvia Fraticelli e Simona Malandra, pur assunte come tecnici della riabilitazione psichiatrica, non avrebbero svolto tali mansioni, ma attività di segreteria personale per Di Giannantonio. L'accusa ha evidenziato il rapporto tra l'appalto dei servizi di assistenza psichiatrica riabilitativa, le assunzioni effettuate dalla cooperativa e le mansioni svolte dalle due donne.

Un altro punto del processo ha riguardato una fornitura di parquet di importo superiore a 8.700 euro. L’accusa ha contestato a Di Giannantonio di avere costretto Mattucci a pagarla; la fornitura era destinata all’abitazione di Roma dello psichiatra. Nel capo d’imputazione rientravano, insieme alla concussione, anche falso ideologico, truffa, turbativa del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.

Le altre decisioni del Tribunale

Nel medesimo processo, Simona Malandra è stata condannata a un anno e due mesi di reclusione per falso e truffa. Per Silvia Fraticelli il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, in relazione a queste ultime accuse.