Un grave episodio di atti persecutori si è verificato a Mestre, dove una donna è stata costretta a rifugiarsi nel bagno di una pizzeria per sfuggire all'ex compagno che la stava seguendo. La donna, in evidente stato di agitazione, ha prontamente chiamato la Questura, portando all'intervento della Polizia e all'arresto dell'uomo. La vicenda, resa nota l'11 ottobre 2026, ha visto gli agenti intervenire in un locale di Mestre, in provincia di Venezia, dopo la segnalazione della donna che denunciava la presenza del suo ex.

L'uomo, un cittadino albanese, è stato fermato e posto in manette in flagranza di reato.

La sua presenza nella pizzeria, dove la donna aveva cercato riparo chiudendosi nel bagno, ha innescato l'intervento delle forze dell'ordine. La ricostruzione degli eventi da parte degli agenti ha permesso di delineare un quadro preoccupante, culminato con l'arresto dell'ex compagno.

La ricostruzione della condotta persecutoria

Gli accertamenti condotti dai poliziotti hanno rivelato che l'uomo avrebbe da tempo perpetrato una serie di minacce nei confronti della donna, veicolate attraverso messaggi e chiamate insistenti. Non solo, l'ex compagno avrebbe anche tentato in più occasioni di incontrarla nei luoghi da lei abitualmente frequentati, manifestando una condotta ossessiva e invasiva. Questi comportamenti, come emerso dalla ricostruzione, avevano generato nella vittima un profondo stato d'ansia, tale da indurla a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita nel tentativo di sottrarsi alle sue attenzioni indesiderate.

L'episodio più recente, che ha portato all'intervento della Polizia, si è verificato quando l'ex compagno si è presentato nella pizzeria di Mestre. La donna, trovandosi nel locale e riconoscendo la presenza dell'uomo, ha cercato immediatamente rifugio nel bagno della struttura. Da lì ha lanciato la richiesta di aiuto alla Polizia, che è giunta sul posto per verificare la situazione e procedere con gli accertamenti necessari.

L'arresto per atti persecutori

A seguito dell'accurata ricostruzione della condotta persecutoria, gli agenti hanno proceduto all'arresto in flagranza di reato dell'uomo. L'accusa formale è quella di atti persecutori, un reato che trova fondamento nel quadro probatorio emerso dalle indagini: le ripetute minacce, i numerosi messaggi e chiamate, e i continui tentativi di incontro forzato nei luoghi frequentati dalla donna.

Il caso ha evidenziato come il cambiamento delle abitudini di vita della vittima sia stato una diretta conseguenza dello stato d'ansia provocato dalle azioni attribuite all'ex compagno. La vicenda si è conclusa con l'intervento decisivo della Polizia nella pizzeria di Mestre, il rifugio della donna nel bagno del locale e il conseguente arresto dell'uomo, ponendo fine a un periodo di persecuzione.