Nel tardo pomeriggio del 17 ottobre 2026, il centro di Milano è stato teatro di momenti di tensione. Intorno alle 18:33, tra via San Prospero e piazza Cordusio, la Polizia è stata bersagliata per circa dieci minuti da gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. I tafferugli, iniziati nell'area centrale, si sono poi estesi verso piazza Duomo, dove le forze dell'ordine erano già schierate in tenuta antisommossa.

I gruppi coinvolti sono stati identificati come ragazzini delle periferie, non come "black bloc". Durante la protesta, alcuni giovani hanno sventolato la bandiera albanese, invocando la rivolta in corso a Tirana.

La Polizia si è posizionata al centro di piazza Duomo, mentre diversi gruppetti continuavano a bersagliarla, mantenendo alta la tensione nel capoluogo lombardo.

La situazione in piazza Duomo

La piazza Duomo, quasi deserta, è divenuta il fulcro degli scontri. Le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, presidiavano il centro, mentre gruppetti di manifestanti lanciavano oggetti. L'area mostrava segni evidenti dei disordini: vetri rotti, cantieri edili ribaltati, tavolini a terra e scarpe sparse. Giovani, passanti e turisti, sorpresi dalla violenza, si sono riparati sotto i portici, con gli occhi arrossati dai lacrimogeni.

I danni materiali hanno interessato arredo urbano e strutture commerciali: vetri, tavolini e installazioni di cantiere.

L'uso dei lacrimogeni ha avuto un impatto significativo anche su passanti, turisti e giovani presenti, costretti a subirne gli effetti irritanti.

Scontri e proteste in Lombardia: il caso Brescia

Nella stessa giornata, un'altra manifestazione in Lombardia è degenerata in scontri a Brescia. Un corteo spontaneo contro il carovita, partito da Largo Formentone, ha attraversato il centro storico con oltre duemila partecipanti, in gran parte studenti. Durante il percorso, sono stati scanditi slogan contro l'aumento dei prezzi, il governo e per maggiori diritti e sostegni agli studenti.

Già nelle fasi iniziali del corteo a Brescia, alcuni giovanissimi semi-incappucciati avevano tentato di incendiare cassonetti o cestini. La situazione è poi culminata in scontri, evidenziando un clima di forte tensione sociale nella regione.