Novantacinque valigie sono state esposte in Piazza Garibaldi a Napoli nel pomeriggio del 17 ottobre 2026, in un'iniziativa simbolica per rappresentare un viaggio che, per troppe persone, può trasformarsi in sfruttamento, debiti, paura e diritti negati. L’evento, organizzato dal progetto Fuori Tratta e dalla rete Bella Piazza, ha preceduto la Giornata europea contro la tratta degli esseri umani, che si celebra il 18 ottobre.
L’installazione ha utilizzato le valigie come immagine centrale di partenze cariche di speranze e desideri di una vita migliore.
Tuttavia, lo sfruttamento svuota quel bagaglio di aspettative, trasformando il viaggio in una condizione di ricatto. Gli operatori della Fondazione Rut hanno metaforicamente espresso il loro quotidiano impegno nell'accompagnamento delle vittime: «Cadono e le rialziamo», sottolineando il costante supporto offerto.
L'impegno di Fuori Tratta in Campania
In Campania, il progetto Fuori Tratta ha operato per dieci anni, raggiungendo oltre 15.000 persone nei luoghi dello sfruttamento con attività di ascolto, assistenza di prossimità e riduzione del danno. Nell'ultimo anno, circa 500 individui sono stati avviati all'identificazione formale, e 180 hanno scelto percorsi di assistenza e integrazione sociale.
La giornata ha messo in luce il lavoro sul territorio, che include sostegno all'inserimento sociale e lavorativo, consulenza legale e accompagnamento all'abitare. La cooperativa Dedalus ha ricordato i suoi 26 anni di attività con un ampio partenariato. La cooperativa Eva ha evidenziato l'importanza dell'indipendenza economica come chiave per uscire da situazioni di dipendenza e sfruttamento.
Sfide e prospettive nell'assistenza
I promotori hanno anche richiamato le difficoltà generate dalle normative sull'accesso alla protezione internazionale e dalle politiche di contenimento dei flussi migratori. Hanno espresso la preoccupazione che tali contesti rendano l'assistenza «sempre più difficile», con il rischio per una vittima di tratta di essere respinta o finire in un Centro per il rimpatrio, aggravando la sua vulnerabilità.