A Trieste, in data 3 ottobre 2026, un gruppo di bagnanti ha lanciato una petizione per sollecitare il Comune di Trieste a ripristinare l'accesso libero al mare presso il cosiddetto «moletto», un'area strategica adiacente al parco del Castello di Miramare. Il molo, tradizionalmente utilizzato come punto di balneazione accessibile a tutti, è stato recentemente chiuso dall'amministrazione comunale, generando un diffuso malcontento tra i frequentatori abituali. L'appello dei cittadini mira a ottenere la piena riapertura e la fruibilità pubblica del sito, una richiesta alla quale il Comune ha già risposto, annunciando che l'accesso al molo tornerà libero.

L'iniziativa della petizione si è concretizzata attorno a questo specifico punto di accesso al mare, considerato di fondamentale importanza per la comunità locale. La mobilitazione ha incluso una conferenza stampa tenutasi proprio davanti al «moletto», alla quale hanno partecipato anche diversi esponenti politici locali. Tra questi, Riccardo Laterza, consigliere comunale di Adesso Trieste, ha espresso preoccupazione riguardo alla possibile destinazione dell'area ad attività collegate al WWF, già presente nella zona adiacente con un'area protetta.

Le istanze politiche e la questione ambientale

Il consigliere Laterza ha richiesto chiarezza sulla futura destinazione del «moletto» e sulla possibilità di garantire la coesistenza tra gli usi balneari e le attività di tutela ambientale.

In una nota diffusa in merito alla vicenda, Laterza ha sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato: «Sulla questione va fatta chiarezza, perché balneazione e attività didattiche possono e devono continuare a convivere». Il suo intervento ha evidenziato il dibattito sull'ipotesi di trasformare la zona in un'area protetta del WWF, pur mantenendo l'indispensabile accesso al mare per i cittadini.

Alla medesima iniziativa ha preso parte anche Luca Salvati, consigliere del Partito Democratico, il quale ha depositato una mozione consiliare sul tema. Salvati ha richiamato con forza il profondo legame storico che unisce il molo alla frequentazione balneare della zona, definendo il «moletto» «da sempre un punto di accesso libero al mare storicamente legato alla cultura triestina della balneazione lungo la Riviera di Barcola».

La mozione presentata dal consigliere si inserisce pienamente nella richiesta di ripristino della fruibilità pubblica avanzata con determinazione dai bagnanti.

L'annuncio del Comune e la prospettiva di riapertura

In risposta alle pressanti richieste della cittadinanza e alle sollecitazioni politiche, il Comune di Trieste ha prontamente replicato, annunciando che l'accesso al molo tornerà libero. Questa dichiarazione dell'amministrazione comunale rappresenta un passo significativo, chiudendo, almeno sul piano dell'annuncio pubblico, la questione sollevata dai promotori della petizione. La promessa di riapertura del punto di accesso al mare, situato in prossimità del suggestivo parco del Castello di Miramare, è accolta con favore, segnando un'importante vittoria per la comunità che ha lottato per la conservazione di uno spazio di libertà e tradizione balneare.