Quattro persone sono state arrestate e poste ai domiciliari a Modugno, in provincia di Bari, in seguito a indagini approfondite su una serie di aggressioni fisiche e psicologiche ai danni di una giovane donna. Il provvedimento cautelare, che ha portato all'arresto di due uomini e due donne, è scaturito da condotte persecutorie protrattesi negli ultimi mesi, strettamente collegate a una relazione sentimentale ormai conclusa. Le minacce, in particolare, si sarebbero diffuse anche attraverso i social network, amplificando lo stato di timore della vittima.

Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, del grave reato di atti persecutori. Per due di loro, le accuse si aggravano includendo anche il reato di lesioni aggravate. L'inchiesta ha preso il via dalla coraggiosa denuncia presentata dalla giovane donna, che ha dettagliato ai carabinieri una serie di episodi inquietanti: pedinamenti costanti, minacce esplicite sulle piattaforme social e ripetute aggressioni, tutte riconducibili a vecchie questioni di natura sentimentale.

L'escalation delle aggressioni e la denuncia

Tra gli episodi più gravi descritti negli atti giudiziari, spicca un'aggressione fisica in cui la vittima sarebbe stata brutalmente picchiata e minacciata di morte. La ricostruzione dei fatti indica che la giovane donna sarebbe stata spinta a terra con violenza e colpita ripetutamente con schiaffi, mentre le venivano rivolte minacce esplicite di morte.

È stato dopo questo drammatico evento che la donna ha deciso di chiedere aiuto alle forze dell'ordine, permettendo ai carabinieri di avviare le indagini e di individuare i quattro presunti responsabili.

Alle violenze fisiche si sono aggiunte, nel tempo, una serie di molestie, pedinamenti insistenti e minacce persistenti, veicolate anche attraverso i canali dei social network. Queste condotte, contestate e documentate, si sono manifestate negli ultimi mesi, inserendosi in un contesto di prevaricazione legato a motivi sentimentali. La denuncia della vittima è stata fondamentale per l'avvio degli accertamenti necessari e per l'identificazione delle persone coinvolte in questa complessa vicenda.

Il provvedimento cautelare e le conseguenze

La misura di custodia cautelare, consistente negli arresti domiciliari, è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Bari. L'esecuzione del provvedimento è avvenuta sabato 26 settembre 2026, ad opera dei carabinieri della compagnia locale, e la notizia è stata resa nota al pubblico il 2 ottobre 2026. I quattro individui arrestati sono stati condotti nelle rispettive abitazioni, dove ora si trovano agli arresti domiciliari, in conformità con quanto stabilito dall'autorità giudiziaria.

Nel quadro accusatorio complessivo, il reato di atti persecutori è contestato a vario titolo a tutti gli indagati, sottolineando la natura continuativa e sistematica delle condotte.

L'ipotesi di lesioni aggravate, invece, riguarda specificamente due delle persone coinvolte, evidenziando la gravità delle violenze fisiche perpetrate. Le minacce e le azioni denunciate hanno avuto un impatto devastante sulla vita quotidiana della vittima: i carabinieri hanno infatti evidenziato come tali comportamenti "avrebbero determinato nella giovane donna un grave stato di paura ed ansia", costringendola a modificare profondamente le proprie abitudini di vita a causa del costante timore.