La Procura di Torre Annunziata ha formalmente iscritto dieci sanitari nel registro degli indagati, un atto dovuto nell'ambito dell'inchiesta che mira a chiarire le circostanze della tragica morte di Greta Astarita, 33 anni, e del suo bambino, deceduto anch'esso poco dopo la nascita. La donna era deceduta all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, dopo aver dato alla luce il figlio al settimo mese di gravidanza. L'iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio fondamentale in vista degli accertamenti autoptici disposti per fare luce sui decessi.

Il provvedimento della Procura coinvolge otto professionisti dell'ospedale San Leonardo e due dell'Ospedale del Mare di Napoli. Questa misura, di natura tecnica, permette ai sanitari indagati di nominare propri consulenti di parte, i quali potranno partecipare attivamente agli esami autoptici. La vicenda ha visto la donna transitare per diverse strutture: dopo una prima visita all'ospedale di Vico Equense, era stata assistita al San Leonardo, per poi essere trasferita all'Ospedale del Mare.

L'autopsia e gli accertamenti tecnici

L'incarico per l'autopsia è stato fissato per giovedì 15 ottobre 2026. Tre consulenti tecnici, nominati dall'ufficio inquirente e coordinati dal procuratore Nunzio Fragliasso, procederanno con gli esami.

Le operazioni autoptiche dovrebbero iniziare immediatamente dopo il conferimento dell'incarico, presso l'obitorio di Castellammare di Stabia. L'obiettivo primario di questo esame è determinare con precisione le cause che hanno portato al decesso sia della madre che del neonato, rappresentando un passaggio cruciale nell'ambito degli accertamenti tecnici disposti dall'inchiesta.

Secondo le ricostruzioni, il neonato si chiamava Nicolò ed è deceduto pochi istanti dopo la nascita. La madre, Greta Astarita, al settimo mese di gravidanza, aveva avvertito un forte dolore, circostanza che l'aveva portata a cercare assistenza medica. Era stata visitata inizialmente all'ospedale di Vico Equense e successivamente al San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Dopo essere stata dimessa, le sue condizioni di salute erano rapidamente peggiorate, rendendo necessario un nuovo ricovero d'urgenza, avvenuto in codice rosso.

Le indagini e le ipotesi cliniche

Il piccolo Nicolò era venuto alla luce in condizioni estremamente critiche, spegnendosi circa mezz'ora dopo il parto. La madre, Greta Astarita, è deceduta il giorno successivo, mentre si trovava ricoverata nel reparto di Rianimazione. Tra le ipotesi cliniche al vaglio degli inquirenti, figura l'embolia polmonare. Per fare piena luce sull'accaduto, la polizia ha provveduto al sequestro di tutte le cartelle cliniche e della documentazione sanitaria pertinente. Parallelamente, l'Asl Napoli 3 Sud ha avviato proprie verifiche interne per accertare eventuali responsabilità o criticità nella gestione del caso.

I familiari della vittima, rappresentati dal loro legale, hanno espresso la richiesta di massimo riserbo in questo momento di dolore, in attesa dei risultati degli accertamenti in corso. Il fascicolo d'inchiesta si concentra, in particolare, sulla meticolosa ricostruzione di tutti i passaggi sanitari che hanno interessato la donna tra le strutture di Vico Equense, l'Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e l'Ospedale del Mare di Napoli, al fine di delineare un quadro completo della gestione medica.