Nel processo in Corte d’Assise a Bologna per la morte di Daniela Gaiani, è emersa un'integrazione della consulenza tecnica sui dispositivi della coppia. L’accertamento riguarda il telefono di Leonardo Magri, marito, imputato, e colloca alle 5:48 del 5 settembre 2021 un movimento del telefono all’interno dell’abitazione di Castello d’Argile. Questo orario precede di circa due ore la chiamata ai soccorsi con cui Magri segnalò di aver trovato la moglie senza vita.
La consulenza è stata redatta dall’ingegner Giuseppe Ferraro, dalla Procura. L’integrazione, la seconda dopo quella di febbraio, riporta gli agganci e gli sganci alla rete Wi-Fi del telefono di Magri, rimasto sempre acceso.
Per Ferraro, questi cambi di rete registrano un “movimento fisico del dispositivo” dentro l’abitazione, suggerendo attività e spostamento pre-allarme.
La ricostruzione della notte
La notte tra il 4 e il 5 settembre 2021, Magri rientrò verso le 2:40 dopo una serata con una donna con cui aveva una relazione extraconiugale. La versione indica che si coricò accanto alla moglie, senza anomalie. Magri riferì di essersi alzato intorno alle 7:00 per scendere al piano inferiore a guardare la televisione.
Tornato al piano superiore, si accorse che Daniela Gaiani non si muoveva. Alle 7:42 telefonò alla sorella e poi il 118. Il dato delle 5:48, inserito nell’integrazione tecnica, è anteriore alle chiamate e si concentra sui movimenti del telefono in casa, sollevando interrogativi sulla versione.
Gli agganci alla rete Wi-Fi
L’elemento tecnico è il comportamento del telefono con la rete Wi-Fi domestica. L’integrazione della consulenza collega questi passaggi a spostamenti del dispositivo in casa. Ad esempio, il passaggio tra un piano e l’altro può generare un effetto schermante, influendo sull’aggancio alla rete. Questa analisi suggerisce che il telefono di Magri non fosse immobile, ma in movimento, in contraddizione con la sua versione.