Il liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli è stato occupato il 14 ottobre 2026. All'apertura delle 8:00, venti persone vestite di nero e con i volti coperti sono entrate nell'istituto. La dirigente scolastica Stefania Colicelli ha criticato le modalità dell'azione, non le ragioni della protesta. La mobilitazione richiama temi quali il rifiuto del riarmo, i tagli all'istruzione, il decreto Valditara e il tetto agli studenti stranieri.
Le critiche della dirigente sull'occupazione
Colicelli ha descritto l'avvio dell'occupazione come un'azione rapida, generando delusione, amarezza e preoccupazione.
La preside ha contestato la sequenza: prima l'ingresso nell'istituto e poi l'assemblea. Ha ribadito che il liceo è sempre stato una comunità democratica e aperta al dialogo, ma ha giudicato incompatibile una decisione presa senza confronto. La dirigente ha riassunto la sua posizione con una domanda: «Con chi parla la scuola se ci si presenta con i volti coperti?».
Nonostante l'occupazione, alcune attività sono proseguite. Uno dei due edifici, quello della segreteria, è rimasto operativo. Colicelli ha spiegato che parte degli studenti, in particolare delle classi quinte, ha chiesto di continuare a studiare in vista della Maturità. La scuola si adopera per garantire spazi alternativi, tutelando il diritto allo studio degli studenti che non partecipano o desiderano la prosecuzione delle attività.
Sicurezza e patrimonio artistico
La sicurezza è una preoccupazione centrale per la dirigenza. La preside ha segnalato la chiusura di vie con catene, richiamando l'importanza di mantenere libere vie di fuga e porte. Nel liceo, edificio storico, sono custoditi beni artistici, inclusi affreschi del Cinquecento. Colicelli ha collegato questo alla responsabilità per eventuali danni.