L'ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, si è presentato il 13 ottobre 2026 al Palazzo di Giustizia di Palermo per l'interrogatorio preventivo davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (Gip). L'arrivo di Armao avviene nel contesto di un'importante inchiesta per corruzione, per la quale la Procura ha avanzato una richiesta di arresto nei suoi confronti.
Prima di accedere agli uffici giudiziari, e davanti a una folla di cronisti e telecamere, Armao ha rilasciato una breve ma incisiva dichiarazione. Rivolgendosi direttamente ai giornalisti, ha affermato: “Dite le cose come stanno, non certo come le prospetta la Procura”.
Questa frase sottolinea la sua intenzione di fornire una propria versione dei fatti, distinta da quella accusatoria.
La sua audizione si inserisce in una serie di interrogatori legati alla medesima inchiesta per corruzione che ha scosso il panorama politico e istituzionale siciliano. L'evento ha richiamato l'attenzione dei media, focalizzando l'attenzione sull'evoluzione delle indagini e sulle posizioni degli indagati.
Le audizioni degli altri indagati a Palermo
Nella stessa mattinata, prima dell'arrivo di Armao, altri soggetti coinvolti nell'inchiesta si erano già presentati al Palazzo di Giustizia di Palermo per i rispettivi interrogatori preventivi. Tra questi figurano il deputato del Mpa Giuseppe Lombardo, l'avvocato Pierluigi Matta e l'ex presidente della Onlus Samo, Luigi Zancla.
Tutti e tre sono stati convocati per audizioni nell'ambito della complessa indagine per corruzione.
All'ingresso, Pierluigi Matta ha descritto il momento come “doloroso”, pur dichiarandosi “sereno” riguardo alla propria posizione. Il deputato Giuseppe Lombardo ha invece comunicato la sua intenzione di rispondere a tutte le domande che gli sarebbero state poste. Per quanto riguarda Luigi Zancla, il suo avvocato ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione ai media presenti. Anche Armao, come gli altri, ha scelto di limitare le sue parole prima dell'ingresso, ribadendo la volontà di esporre la propria versione dei fatti direttamente al Gip.
Il quadro giudiziario e la richiesta di arresto
Il fulcro di questi appuntamenti giudiziari è l'interrogatorio preventivo davanti al Gip, un passaggio cruciale per gli indagati.
Nel caso specifico di Gaetano Armao, l'elemento di maggiore rilievo è rappresentato dalla richiesta di arresto formulata dalla Procura, che lo accusa di corruzione. Le informazioni disponibili non forniscono dettagli sull'esito delle audizioni né su eventuali decisioni prese dal giudice in merito alle richieste avanzate dalla Procura.
L'attenzione mediatica si è concentrata principalmente sull'arrivo degli indagati al Palazzo di Giustizia di Palermo e sulle brevi dichiarazioni rilasciate prima di entrare. La presa di posizione di Armao, che ha voluto marcare una distanza dalla “prospettazione della Procura”, evidenzia la sua strategia difensiva e la sua determinazione a chiarire la propria posizione nel corso dell'interrogatorio preventivo.