È in corso a Torino il processo a carico di un ingegnere di 52 anni, residente in una località della provincia, imputato per tentato omicidio, maltrattamenti e stalking nei confronti della ex convivente. Nell’udienza del 12 ottobre 2026 ha deposto la figlia della donna, oggi diciottenne, che ha descritto l’uomo come aggressivo, collerico, prevaricatore e violento. Tra gli episodi riferiti in aula c’è anche l’obbligo, quando era in tenera età, di leggere opere di Luigi Pirandello e di preparare una versione dei testi. La ragazza ha collegato quei momenti alla paura delle reazioni dell’uomo e alla distruzione dei telefoni cellulari: nel corso degli anni, ha riferito, i telefonini rotti sarebbero stati sette.
La giovane ha indicato anche il periodo in cui avrebbe letto Uno, nessuno e centomila, collocandolo tra la quinta elementare e la prima media, prima di ritrovare lo stesso testo nel percorso scolastico della quinta superiore. Nella deposizione ha parlato di un controllo continuo nella vita domestica, anche in bagno, e di limitazioni nei fine settimana. Ha sintetizzato il rapporto con la scuola con la frase: “Andare a scuola per me era un sollievo”. Il processo riguarda il rapporto tra i due ex conviventi e comprende accuse incrociate: anche la donna, nello stesso procedimento, deve rispondere di stalking e accesso abusivo a sistema informatico ai danni dell’ex compagno.
La contestazione del tentato omicidio
L’accusa di tentato omicidio riguarda un episodio del 21 agosto 2024. Durante una lite in strada, la donna si è infilata con il busto nell’abitacolo dell’auto dell’ingegnere per impedirgli di allontanarsi. L’uomo, nella ricostruzione contestata nel processo, è partito ugualmente e l’ha trascinata per qualche decina di metri. Il procedimento riunisce così contestazioni diverse, legate sia al rapporto con l’ex convivente sia al quadro familiare descritto in aula dalla figlia della donna. La seconda ricostruzione disponibile conferma che la ragazza ha parlato di imposizioni, controllo, comportamenti aggressivi e telefoni cellulari distrutti, collegando questi episodi alla convivenza con l’ex compagno della madre.
La testimonianza della sorella dell’imputato
In aula ha testimoniato anche la sorella dell’ingegnere.