Si è conclusa alle 13:20 del 15 ottobre 2026 la perquisizione presso il Liceo Classico di Campobasso, un'operazione che rientra nella serie di quattro verifiche disposte dalla Procura di Larino. L'intervento è stato condotto nell'ambito della complessa inchiesta sul giallo di Pietracatella. Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno trascorso circa quattro ore all'interno dell'istituto, con l'obiettivo primario di individuare eventuali tracce di ricerche web relative alla ricina sui 63 computer presenti nella struttura scolastica. Come indicato, sono stati copiati i dati del server a cui sono collegati i computer dell’istituto, una metodologia già adottata in precedenti accertamenti.
Le delicate operazioni hanno interessato l'intero sistema informatico del liceo. Durante la perquisizione, erano presenti, oltre agli investigatori, anche il tecnico della società responsabile della gestione del sistema informatico scolastico e il consulente informatico Gianni Alfonso, il quale assiste Gianni Di Vita. Il Liceo Classico del capoluogo molisano rivestiva un ruolo significativo, essendo la scuola frequentata fino a pochi mesi prima da Sara Di Vita e da sua sorella Alice, figure centrali nell'indagine.
Le modalità della perquisizione informatica
Gli accertamenti tecnici non hanno previsto l'analisi singola e dettagliata di ogni postazione informatica. In linea con quanto già attuato nelle precedenti perquisizioni condotte a Riccia, gli investigatori hanno proceduto alla copia integrale dei dati contenuti nel server centrale della scuola, al quale risultano collegati tutti i personal computer dell'istituto.
La verifica informatica si è quindi concentrata sull'esame dei dati centralizzati del sistema scolastico, evitando di scandagliare individualmente le singole postazioni, ottimizzando così i tempi e le risorse impiegate.
Questa perquisizione al Liceo Classico di Campobasso si inserisce in un più ampio schema di quattro controlli specifici, tutti ordinati dalla Procura di Larino. La finalità esplicita di tali interventi è la ricerca di qualsiasi elemento informatico che possa ricondurre a ricerche sulla ricina, la sostanza tossica che costituisce il fulcro degli accertamenti nel tragico caso di Pietracatella. Il lavoro degli agenti è stato supportato da un'adeguata assistenza tecnica, indispensabile per la corretta gestione e acquisizione dei dati dai complessi sistemi informatici della scuola.
Il contesto dell'inchiesta di Pietracatella
Le verifiche effettuate negli istituti scolastici sono strettamente correlate all'inchiesta che indaga sulla morte di Sara Di Vita e di sua madre, Antonella Di Ielsi, entrambe decedute a causa di un avvelenamento da ricina. La perquisizione al Liceo Classico di Campobasso rappresenta la terza delle quattro operazioni disposte nell'ambito di questa indagine, seguendo quelle già eseguite nella località di Riccia. Nel corso del controllo presso il Classico, l'attenzione si è focalizzata sui 63 computer presenti all'interno dell'istituto e, in particolare, sul server centrale a cui questi sono tutti collegati, quale punto nevralgico per la raccolta delle informazioni.
L'attività investigativa ha visto il coinvolgimento congiunto della Squadra Mobile e dello Sco, affiancati dal tecnico della società che gestisce il sistema informatico dell'istituto. Fondamentale è stato anche il contributo del consulente informatico Gianni Alfonso, che fornisce assistenza a Gianni Di Vita, completando il quadro delle figure professionali impegnate in questa delicata fase dell'inchiesta.