A Pescara, i commercianti che avevano aderito alla campagna Negozio italiano hanno fatto marcia indietro a seguito di insulti e offese ricevuti sui social media. L'annuncio è stato dato il 12 ottobre 2026 da Valeria Toppetti, capogruppo di Futuro Nazionale in Consiglio comunale, referente del comitato Pescara 1875 e promotrice dell'iniziativa. La stessa Toppetti ha riferito di un "grave imbarazzo" per gli esercenti coinvolti, sottolineando come le critiche abbiano spinto al ripensamento.

La rappresentante di Futuro Nazionale ha chiarito che l'adesione dei commercianti era stata spontanea e non intendeva esprimere alcuna appartenenza politica.

Secondo la promotrice, l'iniziativa Negozio italiano era concepita come una campagna di sensibilizzazione per valorizzare il commercio italiano e le sue qualità, senza alcuna connotazione partitica. Il ripensamento degli esercenti è direttamente collegato alle reazioni negative sui social e alla successiva interpretazione politica dell'iniziativa.

Le precisazioni di Valeria Toppetti

Valeria Toppetti ha rimarcato la distinzione tra l'adesione dei commercianti e la militanza in Futuro Nazionale, pur riconoscendo l'associazione del termine "futurista" a un movimento politico. Ha ribadito che gli esercenti non sono da considerare esponenti politici e che la campagna era stata pensata per essere non partitica.

A riprova di ciò, ha citato l'adesivo utilizzato, che presentava il tricolore ma era privo di loghi di partito.

La promotrice ha denunciato una strumentalizzazione politica e giornalistica dell'accaduto, esprimendo piena solidarietà agli esercenti. Ha sottolineato il suo rapporto di stima con alcuni di questi commercianti, considerandoli veri e propri punti di riferimento per la città di Pescara. Valeria Toppetti ha chiaramente distinto gli attacchi personali a lei rivolti, che si è detta pronta a sostenere nei limiti della legalità, dal coinvolgimento di cittadini e commercianti, che a suo avviso non dovrebbero essere esposti alle polemiche generate dalla campagna.

Il dibattito su "Negozio italiano" a Pescara

Nel contesto del dibattito cittadino, l'iniziativa Negozio italiano era stata interpretata come una promozione delle attività commerciali caratterizzate da una filiera e una gestione interamente nazionale. A Pescara, la campagna aveva suscitato diverse reazioni.