Il pilota indiano Smit Machchhar di Flydubai ha raccontato in videochiamata con il premier Narendra Modi i momenti in cui ha aperto la porta della cabina di pilotaggio. L'azione è avvenuta mentre era ferito e sotto attacco del copilota. Dal letto d'ospedale ad Abu Dhabi, dove era stato trasferito da Tabuk, in Arabia Saudita, il capitano ha mostrato le gravi ferite: testa fasciata e tubicini al naso.
Machchhar ha descritto di essere caduto e di aver avvertito l'aereo precipitare, trovando la forza di raggiungere la porta della cabina. La sua decisione, cruciale per i passeggeri, è stata presa nonostante le ferite.
Ha agito convinto che, senza reazione, circa 170 passeggeri sarebbero morti. "Stavo lottando per la mia vita", ha dichiarato, aggiungendo che altri sono intervenuti, controllando la situazione e prevenendo ulteriori tragedie.
Il riconoscimento di Modi e le condizioni del pilota
Narendra Modi ha elogiato il capitano Machchhar per il suo coraggio, la pazienza e la prontezza decisionale. Il premier indiano ha evidenziato come tali qualità siano state fondamentali per il salvataggio di molte vite, esprimendo l'orgoglio nazionale. Machchhar è stato inizialmente curato a Tabuk, in Arabia Saudita, e poi trasferito ad Abu Dhabi, dove le sue condizioni sono stabili.
Il Boeing 737 di Flydubai, con 182 persone a bordo, era partito da Dubai con destinazione Tel Aviv.
A seguito del grave attacco in cabina, l'aereo è stato dirottato verso Tabuk, in Arabia Saudita, per un atterraggio d'emergenza. Nonostante le ferite, il capitano è riuscito ad aprire la porta della cabina, permettendo ai passeggeri di intervenire e bloccare l'aggressore mentre l'aereo scendeva rapidamente. L'aggressore, un cittadino omanita, è stato arrestato in Arabia Saudita e interrogato. Il movente dell'attacco non è stato chiarito; le indagini proseguono.