A Torino, il 10 ottobre 2026, la manifestazione pro Palestina si è conclusa in piazza Vittorio Veneto con un gesto di forte impatto simbolico: l'incendio di due fantocci raffiguranti Donald Trump e Benjamin Netanyahu. I due cartonati, prima colpiti e poi distrutti dai manifestanti, hanno rappresentato il culmine di un corteo che ha attraversato il cuore della città.
Dopo essersi disposti in cerchio attorno ai fantocci, i partecipanti hanno iniziato l'azione lanciando pomodori marci contro i bersagli, sui quali erano stati apposti dei segni. Successivamente, i cartonati sono stati violentemente colpiti e distrutti a calci e pugni, prima di essere dati alle fiamme.
Durante questa fase concitata, un intervento dal microfono ha scandito un chiaro messaggio contro sionismo, fascismo e capitalismo, identificando Trump e Netanyahu come "criminali di guerra" e denunciando la mancanza di un processo legale, nonostante i "mandati di arresto" evocati. L'atto finale è stato accompagnato dalla frase perentoria "Allora li processiamo noi" e da grida incalzanti come "Brucialo, brucialo" da parte di alcuni presenti.
Il percorso del corteo nel centro di Torino
Il corteo pro Palestina aveva preso il via nel pomeriggio da piazza Castello, snodandosi attraverso le vie della città. Il percorso ha toccato il quartiere di Barriera di Milano e ha superato piazza della Repubblica, un punto inizialmente indicato come conclusione.
La manifestazione ha poi invertito la rotta, tornando verso il centro e ripassando da piazza Castello, per poi dirigersi definitivamente verso piazza Vittorio Veneto, dove si è svolta la parte conclusiva e più eclatante dell'evento.
Fin dall'inizio della sfilata, i cartonati di Donald Trump e Benjamin Netanyahu erano stati posizionati in testa al corteo, preannunciando il loro ruolo centrale nell'azione finale. Gli organizzatori della protesta hanno fornito una stima di circa 20.000 partecipanti. Lungo il tragitto, diversi studenti hanno esibito cartelli con l'immagine di Benjamin Netanyahu raffigurato a testa in giù, accompagnata dalla scritta "Wanted". Tra la folla, sono stati notati anche cartelli con la stella di Davide sbarrata e messaggi espliciti contro il "genocidio in Palestina", a testimonianza della varietà e dell'intensità delle rivendicazioni.
Slogan e materiali esposti durante la protesta
L'intera manifestazione è stata costantemente accompagnata da slogan vibranti a favore della Palestina e contro Israele. I portavoce del coordinamento Torino per Gaza hanno evidenziato come la mobilitazione torinese si inserisse in un contesto più ampio di proteste, collegandola direttamente ad analoghe manifestazioni svoltesi in altre città italiane e in numerosi Paesi a livello internazionale. Hanno inoltre sottolineato la presenza di decine di migliaia di manifestanti in Italia e di numeri ancora più consistenti a livello globale, rimarcando la portata e la risonanza del movimento.