Il Comune di Quartu Sant’Elena ha consegnato il primo di tre minivan previsti dal progetto di cooperazione internazionale Territori Uniti 2025. L'iniziativa, cofinanziata dalla Regione Sardegna, mira a sostenere i centri per persone con disabilità nelle città palestinesi di Yatta, Samou e Idhna, facilitando gli spostamenti verso i centri di formazione. La consegna del veicolo è un passo concreto nel piano d'azione del progetto, che include la fornitura complessiva di tre mezzi per le comunità coinvolte.

Promosso dal Comune di Quartu Sant’Elena, il progetto si rivolge a tre comunità palestinesi.

Il sindaco Graziano Milia ha evidenziato la concretezza dell'intervento, sottolineando come l'impegno di Territori Uniti 2025 stia “prendendo forma e concretezza”. L'obiettivo è garantire a ragazzi e ragazze con disabilità l'accesso ai centri di formazione, riconoscendo loro un “diritto fondamentale”.

I mezzi per le comunità palestinesi

Il minivan consegnato è il primo di tre veicoli destinati ai centri per persone con disabilità di Yatta, Samou e Idhna, in Palestina. Questi mezzi sono fondamentali per superare le difficoltà logistiche e facilitare gli spostamenti verso i centri di formazione. L'obiettivo è garantire continuità e partecipazione alle attività. Il piano prevede la consegna di altri due minivan per completare la fornitura.

Scambio di competenze e formazione in Sardegna

Il supporto di Territori Uniti 2025 non si limita alla fornitura di veicoli. Un aspetto chiave del progetto è lo scambio di competenze tra operatori, mirato al trasferimento di conoscenze e buone pratiche. Questa componente si concretizza in una missione formativa in Sardegna, focalizzata sulle metodologie di assistenza e cura per le persone con disabilità. L'organizzazione del percorso formativo è affidata all’associazione SpazioAcca APS.

Dal 29 ottobre al 7 novembre, nove operatori palestinesi dai centri per persone con disabilità coinvolti nel progetto saranno accolti in Sardegna da SpazioAcca APS. La missione offrirà un percorso formativo intensivo per aggiornare le metodologie di assistenza e cura.

L'obiettivo è permettere agli operatori di acquisire nuove tecniche e approcci, che saranno poi implementati nei rispettivi centri in Palestina per migliorare la qualità dei servizi e promuovere una maggiore autonomia per le persone con disabilità.