Una protesta scoppiata nel carcere romano di Regina Coeli ha causato il ferimento di sette poliziotti penitenziari e tre detenuti. L'episodio, avvenuto ieri, ha richiesto il ricorso alle cure del pronto soccorso per tutte le persone coinvolte, come reso noto dall'Osapp, l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria. I disordini hanno interessato la V sezione della casa circondariale, provocando danni significativi all'area. A seguito dell'accaduto, undici detenuti sono stati trasferiti. La notizia è stata diffusa da Roma il 2 ottobre 2026.

Il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci, è intervenuto sottolineando la gravità dell'accaduto e collegando l'episodio alle critiche condizioni operative dell'istituto. “Sette poliziotti penitenziari al pronto soccorso in un solo episodio non possono essere considerati l'ennesimo incidente di percorso”, ha dichiarato Beneduci. Il sindacato ha richiamato l'attenzione sulla complessa gestione dei reparti che ospitano detenuti con particolari esigenze di sicurezza.

Danni e feriti nella V sezione

La V sezione, fulcro dei disordini, ha subito danni ingenti. Durante la protesta, il personale della Polizia penitenziaria è intervenuto per contenere la situazione. Il bilancio fornito dall'Osapp conferma sette agenti e tre detenuti feriti, tutti assistiti al pronto soccorso.

Questa stessa sezione è stata teatro di un incendio, con fiamme e fumo che hanno compromesso gravemente il primo piano, rendendolo inutilizzabile. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza hanno visto sette agenti essere accompagnati al pronto soccorso per intossicazioni da fumo e contusioni.

La gestione post-incidente ha comportato immediate ripercussioni sull'organizzazione interna. L'Osapp ha segnalato il trasferimento di undici detenuti a seguito della protesta. Inoltre, la ricostruzione dell'incendio indica il trasferimento urgente di circa trenta detenuti dall'area resa inagibile. Questi dati confermano l'impatto diretto dell'episodio sull'assetto della sezione coinvolta, pur mantenendo invariato il numero totale dei feriti comunicato dal sindacato.

Le denunce dei sindacati penitenziari

Beneduci ha evidenziato la discrepanza critica tra il numero di presenze detentive, i posti effettivamente disponibili e l'organico della polizia penitenziaria. Nelle sue dichiarazioni, oltre mille detenuti sono concentrati in.