Le tende sono tornate alla Sapienza di Roma nel pomeriggio del 12 ottobre 2026, posizionate davanti alla statua della Minerva, simbolo dell'ateneo. L'iniziativa rappresenta una forte protesta per il diritto all'abitare, lanciata con lo slogan "Piamo casa". Questa mobilitazione, che richiama le analoghe manifestazioni spagnole, vede protagonisti giovani provenienti da spazi sociali, movimenti studenteschi, collettivi e giovanili di partito. Il fulcro della contestazione è il caro vita, con particolare attenzione agli affitti insostenibili, ai salari insufficienti e alla crescente precarietà.

I promotori dell'iniziativa denunciano con fermezza il peso eccessivo del costo della casa che grava su studenti e lavoratori. Un punto centrale del testo diffuso dai manifestanti evidenzia la difficoltà di sostenere un affitto dignitoso a fronte di redditi bassi e contratti di lavoro precari. La protesta lega indissolubilmente la questione abitativa alla condizione di chi studia e lavora, sottolineando come l'accesso alla casa sia un prerequisito per la dignità sociale. L'espressione "senza casa nessuna dignità per chi studia e chi lavora" riassume il messaggio chiave dei partecipanti.

La mobilitazione davanti alla Minerva

La protesta si concentra strategicamente davanti alla Minerva, un punto di riferimento iconico all'interno della Città universitaria.

I partecipanti intendono con la presenza delle tende avviare un percorso collettivo per rivendicare il diritto alla casa, identificando la Sapienza come punto di partenza di questa battaglia. La mobilitazione non si limita al contesto universitario, ma mira a estendere la discussione al Parlamento, per portare l'attenzione sul problema generale del caro affitti e della speculazione immobiliare a livello nazionale.

Studenti e movimenti evidenziano dati preoccupanti: in Italia, un giovane su quattro sarebbe costretto ad abbandonare l'università per cercare lavoro, a causa delle difficoltà economiche. Il documento della protesta afferma che stipendi bassi, contratti precari e l'aumento del costo della vita costringono molti giovani a destinare oltre la metà del proprio stipendio mensile al pagamento dell'affitto.

La contestazione si estende anche alle priorità politiche del governo, criticando lo stanziamento di 34 miliardi di euro per le spese militari nel 2026, a fronte dell'azzeramento dei fondi destinati a istruzione, edilizia pubblica e welfare.

Prossimi passi: la conferenza stampa

Per dare continuità alla mobilitazione contro il caro affitti e la speculazione immobiliare, gli studenti hanno annunciato una conferenza stampa. L'appuntamento è fissato per il 13 ottobre 2026 alle ore 11, sempre sotto la Minerva, per proseguire la discussione e le azioni di protesta.