La Corte di Cassazione ha definitivamente respinto il ricorso presentato dalla Procura distrettuale antimafia di Trento, confermando così l'ordinanza con cui il Tribunale del riesame aveva revocato la custodia cautelare in carcere per Giulio Angelucci e Andreas Marri. Angelucci, direttore dell'ufficio Gestione rifiuti dell'Agenzia provinciale per l'ambiente (Appa), e Marri, operante nello stesso ufficio, restano dunque in libertà. Questa decisione si inserisce nel più ampio contesto dell'inchiesta denominata «Carbone delle Alpi», un'indagine che ha scosso il settore della gestione dei rifiuti.

Il pronunciamento della Suprema Corte si allinea a quanto già stabilito per Flavio Ruffini, direttore generale dell'Appa, per il quale era stata revocata la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per un anno. I tre funzionari provinciali figurano tra i 19 indagati complessivi nell'ambito di questa complessa inchiesta. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, includono attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nel commercio, delineando un quadro di presunte irregolarità di vasta portata.

Le misure cautelari e la successiva liberazione

A maggio, l'indagine aveva portato all'arresto di dodici persone, tra cui cinque residenti in Alto Adige.

Oltre ai già citati Ruffini, Angelucci e Marri, erano stati coinvolti Andreas Tappeiner, presidente del consiglio di amministrazione della società Leeg, Hugo Trenkwalder, consigliere della medesima società, e Rupert Rosanelli, un consulente ambientale. Dopo un periodo di 16 giorni in carcere, il Tribunale del riesame aveva disposto la liberazione per gli indagati colpiti dalla misura cautelare.

La Procura aveva successivamente impugnato la decisione del riesame, concentrando il proprio ricorso sui tre dipendenti provinciali. Tuttavia, il recente rigetto da parte della Cassazione consolida la revoca della custodia cautelare per Angelucci e Marri, e conferma la linea già tracciata per il caso di Ruffini, mantenendoli liberi e reintegrati nelle loro funzioni.

Le attese motivazioni di questa importante decisione giudiziaria saranno rese note nelle prossime settimane, fornendo ulteriori dettagli sulla valutazione della Suprema Corte.

Il caso specifico del direttore Ruffini

Per quanto riguarda Flavio Ruffini, direttore dell'Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima dell'Alto Adige, la Cassazione ha anch'essa respinto il ricorso della Procura, confermando la decisione del Tribunale del riesame di Trento che aveva revocato la sua sospensione dai pubblici uffici. Ruffini era stato inizialmente sospeso per un anno a maggio, su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Trento. La revoca della sospensione da parte del Tribunale del riesame, avvenuta all'inizio di giugno, era stata poi impugnata dalla Procura, ma la Suprema Corte ha ora posto fine a questa fase del procedimento, convalidando la sua piena reintegrazione.