È stata chiesta una condanna a dodici anni di reclusione e tre anni di misura di sicurezza in una casa di cura e custodia per Elena Pagani, imputata davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio. L’accusa riguarda l’omicidio del suocero, Romolo Baldo, di 86 anni, ucciso a coltellate il 9 giugno 2025 a Saronno. La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Roberto Bonfanti, che ha riconosciuto alla donna la semi infermità mentale.
Il procedimento si concentra sull’aggressione avvenuta nella villetta di via Pio XI a Saronno, dove Baldo viveva con il figlio e con la Pagani, compagna del figlio.
Nella requisitoria, durata circa due ore, il pubblico ministero ha richiesto anche una misura di sicurezza di tre anni al termine della pena. Sono state riconosciute le attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulle aggravanti della minorata difesa e della convivenza con la vittima.
Le condizioni psichiche dell'imputata
Al centro del dibattimento, le condizioni psichiche dell’imputata al momento del delitto sono state cruciali. La perizia disposta dalla Corte ha indicato una capacità di intendere e di volere “grandemente scemata”, ma non assente. L’accertamento ha rilevato un grave disturbo di personalità con episodi di scivolamento psicotico, escludendo un disturbo psicotico cronico.
L’accusa ha attribuito rilievo ai comportamenti tenuti da Pagani prima e dopo l’omicidio, considerati indicativi di una residua capacità di comprendere le proprie azioni.
Nel processo è stato richiamato il fatto che la donna avesse preso il coltello sostenendo di doverlo usare per difendersi e che, dopo l’aggressione, avesse fornito ai soccorritori una versione dei fatti ritenuta scagionante.
L'aggressione e l'arresto
Romolo Baldo è stato colpito con otto coltellate, delle quali quattro mortali. Dopo l’aggressione, Pagani ha chiamato il compagno per riferire quanto accaduto. Successivamente, sono stati allertati i soccorsi e i carabinieri. I militari l’hanno trovata in casa, seduta sul divano, ancora con il coltello in mano.
La donna è stata arrestata in flagranza e ha poi confessato l’omicidio. Durante la confessione, ha dichiarato che il suocero la molestava sessualmente, una circostanza mai emersa prima del fatto. Nel processo è stato inoltre ricostruito il quadro psicologico dell'imputata...