I Carabinieri di Udine hanno sventato una truffa legata ai Bitcoin, recuperando 1.150 euro sottratti a un anziano di 79 anni residente nella provincia. L'intervento dei militari, avvenuto il 6 ottobre 2026, è stato decisivo e ha fatto seguito alla segnalazione della moglie della vittima, insospettita da movimenti e conversazioni anomale.
L'uomo era caduto nella rete di un falso intermediario, al quale aveva consegnato la somma in contanti. Il contatto iniziale era avvenuto tramite una piattaforma di messaggistica, dove una donna si era presentata come intermediaria di investimenti in criptovalute, promettendo guadagni immediati con i Bitcoin.
Nella conversazione era stato anche menzionato un portafoglio digitale.
La svolta è arrivata grazie all'intuizione della moglie. Notando prelievi dal conto cointestato e collegandoli alle discussioni del marito sui Bitcoin e sui trasferimenti di denaro, la donna ha iniziato a nutrire sospetti. La sua preoccupazione è cresciuta quando ha visto il coniuge parlare in strada con uno sconosciuto, arrivato in moto. Ha quindi contattato la Centrale Operativa del Comando Provinciale di Udine, fornendo il numero di targa del motoveicolo.
Grazie a questa tempestiva segnalazione, una pattuglia dei Carabinieri ha intercettato e fermato il motociclista, un uomo di 50 anni residente in provincia di Udine.
Il recupero del denaro e la denuncia
Durante il controllo, il 50enne è stato trovato in possesso dell'intera somma di 1.150 euro in contanti, corrispondente a quanto consegnato dall'anziano. Il denaro è stato immediatamente recuperato e restituito alla vittima.
L'uomo fermato è stato denunciato per truffa. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e la sua eventuale responsabilità dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
Consigli per la sicurezza negli investimenti online
L'episodio sottolinea l'importanza di un'attenta verifica preliminare di fronte a offerte di investimento, specialmente quelle legate a criptovalute e wallet digitali. È fondamentale controllare che gli operatori o le piattaforme siano regolarmente iscritti negli elenchi ufficiali di enti come CONSOB, Banca d’Italia ed ESMA.
Si raccomanda inoltre cautela di fronte a promesse di profitti facili e immediati, e di non farsi mettere fretta. È cruciale non condividere mai dati bancari sensibili, documenti personali o chiavi private con soggetti non verificati, soprattutto in presenza di richieste di denaro.