Il motociclista coinvolto nell'incidente mortale di domenica notte a Sassari si è costituito il 13 ottobre 2026 alla polizia locale. L'incidente ha causato la morte di Massimo Oggiano, pedone travolto in via Rockefeller mentre attraversava le strisce pedonali. Il 58enne sassarese non risulta arrestato; l'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Gianni Caria.
Il motociclista si è presentato agli agenti accompagnato dagli avvocati Alessandra Rosa e Paolo Spano. Non ha reso interrogatorio, ma ha riferito di essere stato preso dal panico dopo aver realizzato la morte del pedone.
Si è costituito a due giorni dal sinistro.
La dinamica dell'investimento e la fuga
La vittima, Massimo Oggiano, aveva 54 anni. L'investimento è avvenuto domenica sera in via Rockefeller, a Sassari. Secondo le testimonianze, il motociclista, dopo aver travolto Oggiano, è caduto, si è rialzato, si è diretto verso il corpo esanime della vittima e poi è risalito sulla sua Suzuki, fuggendo.
Il 58enne, che lavora nel settore della ristorazione, si è presentato al comando della polizia municipale con i suoi legali. Per lui l'accusa ipotizzata è di omicidio stradale, per la morte del pedone investito sulle strisce pedonali.
Gli sviluppi dell'inchiesta
L'inchiesta è affidata al pubblico ministero Gianni Caria.
La posizione del motociclista, non ancora arrestato, è collegata all'investimento mortale di Massimo Oggiano e alla successiva fuga. Gli elementi noti riguardano il luogo (via Rockefeller a Sassari), le strisce pedonali, la moto Suzuki e la sua decisione di presentarsi con i legali Alessandra Rosa e Paolo Spano.
Il fulcro della vicenda resta la tragica morte di Oggiano. Le indagini proseguiranno per accertare ogni dettaglio e definire le responsabilità dell'episodio.