L'emergenza carburanti sta generando significativi disagi in Basilicata, con ripercussioni dirette sulla vita quotidiana dei cittadini. La causa principale è da ricondurre allo sciopero alla raffineria Eni di Taranto e alle proteste che stanno rallentando i rifornimenti. Già dal 15 ottobre 2026, si registrano lunghe code ai distributori di Potenza e in altri comuni lucani, dove la disponibilità di gasolio e benzina è limitata, mentre numerosi impianti risultano completamente sprovvisti di carburante.

La situazione ha richiesto interventi anche a Matera, dove nella mattinata del 15 ottobre 2026 la Polizia municipale è dovuta intervenire per gestire il traffico intenso nei pressi delle stazioni di servizio ancora operative.

Le file di automobili in attesa di rifornimento sono diventate un'immagine ricorrente, evidenziando una disponibilità non uniforme di carburante tra i diversi punti vendita della regione.

Ripercussioni sui rifornimenti e nei supermercati

I problemi legati alla carenza di carburante non si limitano al settore dei trasporti privati. L'impatto si estende anche alla catena di approvvigionamento, con le prime conseguenze visibili sugli scaffali dei supermercati. In diverse località, si osservano scaffali vuoti a causa della mancanza di approvvigionamento dei prodotti, un segnale diretto dei rallentamenti nelle consegne e della ridotta disponibilità di carburante per la distribuzione delle merci.

Gli automobilisti, nel tentativo di fare rifornimento, sono costretti a spostarsi verso le poche stazioni di servizio che ancora dispongono di benzina e gasolio.

Questa concentrazione di veicoli ha creato ulteriori problemi di viabilità, come dimostrato dall'intervento della Polizia municipale a Matera, volto a ordinare la circolazione nelle aree interessate dalle lunghe attese.

Il quadro delle proteste e l'impatto sul Mezzogiorno

Le proteste che interessano la raffineria di Taranto e le basi di carico dei carburanti stanno provocando un rallentamento generalizzato dei rifornimenti in diverse aree del Mezzogiorno. Le associazioni di categoria Faib Confesercenti e Fegica hanno evidenziato come una "parte consistente degli impianti della Puglia, ma anche di Basilicata e Calabria, sono già senza carburanti da distribuire agli automobilisti". Questo quadro sottolinea la gravità e l'ampiezza di un'emergenza che va oltre i confini regionali, coinvolgendo un'area vasta del Sud Italia e mettendo in luce la vulnerabilità della catena di distribuzione dei carburanti.