A Milano, in data 20 ottobre 2026, i due giudici per le indagini preliminari (gip) del Tribunale per i minorenni hanno proceduto alla convalida degli arresti per undici minorenni. Questi giovani erano stati coinvolti nei gravi disordini verificatisi lo scorso sabato. Per loro, sono state disposte misure cautelari che escludono il carcere: i ragazzi sono stati infatti affidati a comunità, posti ai domiciliari o sottoposti all'obbligo di permanenza nella propria abitazione. Le accuse mosse, a vario titolo e a seconda delle singole posizioni, includono devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.

La decisione del collegio giudicante è giunta nel pomeriggio, al termine di una serie di interrogatori condotti nella medesima giornata. I gip hanno stabilito le misure cautelari solo dopo aver formalmente convalidato gli arresti. È significativo notare come, in diverse circostanze, sia stata rigettata la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura. Il procedimento è stato così mantenuto nell'ambito di provvedimenti specifici per i minori coinvolti nei fatti contestati, privilegiando soluzioni alternative alla detenzione.

Dettaglio delle misure cautelari

Il provvedimento giudiziario emesso riguarda specificamente gli undici minorenni che erano stati arrestati in relazione ai disordini verificatisi a Milano.

Il ventaglio delle misure cautelari applicate è diversificato e include il collocamento in apposite comunità, la restrizione ai domiciliari e l'imposizione dell'obbligo di permanenza all'interno della propria abitazione. È importante sottolineare che la formulazione delle accuse è stata mantenuta distinta per ciascuna posizione personale, con contestazioni che vanno, a vario titolo, dalla devastazione e saccheggio alla resistenza pluriaggravata.

L'iter giudiziario che ha visto i giovani comparire dinanzi ai gip del Tribunale per i minorenni ha avuto come fulcro la convalida degli arresti e la conseguente applicazione delle misure cautelari. Sebbene la Procura avesse avanzato richieste di custodia cautelare in carcere per alcune delle posizioni, tali istanze non sono state accolte in tutti i casi.

L'elemento saliente di questa fase processuale è la determinazione dei giudici minorili di optare, a seguito degli interrogatori approfonditi, per provvedimenti quali il collocamento in comunità, gli arresti domiciliari o l'obbligo di permanenza domiciliare, in linea con la legislazione minorile.

Il coinvolgimento di un quattordicenne da Novara

Tra i minorenni fermati e successivamente arrestati in seguito agli scontri di Milano, spicca il caso di uno studente italiano di soli quattordici anni, originario di Novara. Le accuse a suo carico sono di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. A seguito della convalida dell'arresto, il gip del Tribunale per i minorenni ha stabilito per lui l'obbligo di permanenza nella propria abitazione familiare, accompagnato da specifiche limitazioni relative alle comunicazioni con l'esterno, per garantire il rispetto della misura cautelare.

Per quanto concerne il giovane di Novara, il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto una misura più stringente, ovvero il collocamento in comunità, considerata più severa rispetto all'obbligo di permanenza domiciliare che è stato poi applicato. Si segnala inoltre che almeno altri cinque giovani, anch'essi provenienti da Novara, sono stati denunciati a piede libero per reati analoghi. Questo evidenzia un coinvolgimento più ampio di giovani dalla provincia di Novara negli eventi milanesi.